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NETTUNO: "COCA GITANA", 12 IN MANETTE

NETTUNO: "COCA GITANA", 12 IN MANETTE

Cocaina dalla Colombia al litorale a sud di Roma attraverso la Spagna. Dopo nove mesi di indagini gli uomini della Squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Anzio coordinati dal vicequestore aggiunto Mauro Baroni hanno smantellato un'organizzazione specializzata in traffico di cocaina che aveva le sue basi a Nettuno e presso il campo nomadi di Castel Romano a Pomezia. Raggiunti dagli ordini di custodia cautelare firmati dal Gip del Tribunale di Velletri Salvatore Maffia su richiesta del sostituto procuratore Cristina Macchiusi, sono finiti in carcere con l'accusa di traffico internazionale di stupefacenti tre persone: Vehbija Hamidovic di 39 anni e sua moglie Hasnija Osmavic di 38, entrambi di etnia rom, residenti al campo nomadi di Castel Romano, e Carmine Valente di 48 di Nettuno; ? invece sfuggito all'arresto un altro rom di 39 anni. Il blitz ha visto impegnati cento uomini della Mobile romana e del Commissariato di Anzio, coadiuvati da unità cinofile. Agli arresti domiciliari sono finite altre sette persone organiche all'organizzazione, che per gli investigatori avevano il compito di spacciare cocaina tra Pomezia, Ardea, Aprilia, Anzio e Nettuno: si tratta di Giuseppe Tarantino, Stefano Valente, Antonio Del Guacchio, Davide Romanazzi, Emanuele Graziani, Simone Baglio, tutti di Nettuno, e Daniele Prata di Aprilia. In carcere ? finita anche Luisa Bressi, anche lei di Nettuno, che durante il blitz ? stata trovata in possesso di alcune dosi di cocaina. Un'altra donna, F.B. di 33 anni, ? stata invece denunciata con l'obbligo di firma. Le indagini scattano in febbraio quando, di ritorno da Barcellona, la polizia arresta Carmine Valente e sua moglie: nell'auto con la quale la coppia sta rientrando a Nettuno gli agenti sequestrano ottocento grammi di cocaina. Agli investigatori non sfugge un particolare: a pagare le spese legali ai due coniugi Vehbija Hamidovic. Le indagini proseguno e consentono di accertare che quest'ultimo, insieme a sua moglie Hasnija Osmavic e al terzo nomade sfuggito all'arresto, continuano a rifornire di cocaina il territorio. Uno dei loro riferimenti ? un macellaio romeno da anni trapiantato a Nettuno; nel mese di maggio l'uomo viene arrestato dalla polizia per detenzione di trecento grammi di cocaina acquistata dal terzetto di Castel Romano. I ruoli nell'organizzazione sono precisi: a tirare le fila sono i tre rom che si recano almeno due volte al mese in Spagna, a Barcellona o Madrid, per pattuire l'acquisto di cocaina; la droga viene quindi portata in Italia da corrieri fidati che viaggiano in macchina o in nave sulla tratta Barcellona-Civitavecchia. Una volta a Nettuno, ci pensa il macellaio romeno, oggi sottoposto ad obbligo di dimora, a smistarla agli spacciatori. Nell'operazione ? stato denunciato per favoreggiamento anche un pregiudicato romano di 49 anni che ? risultato intestatario di 140 auto, alcune delle quali utilizzate dall'organizzazione per trasportare la droga. (Il Messaggero)