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TURBOGAS: LE TESTIMONIANZE DEGLI "OCCUPANTI"

TURBOGAS: LE TESTIMONIANZE DEGLI "OCCUPANTI"

Hanno raccontato cos?è accaduto nella notte tra lunedì e martedì alla Presidio no Turbogas. Una notte come tante, erano solo in tre, tutti residenti di Anzio e Nettuno, a ?tenere la posizione? per permettere agli altri di andare a dormire a casa. ?Stavamo per andare a dormire ? ha raccontato Marco ? erano all?incirca le 3 quando abbiamo visto sulla Nettunense le camionette che poi sono entrate nella strada che conduce al presidio. Non abbiamo opposto alcuna resistenza, non c?è n?è mai stato motivo, è sempre stata una protesta pacifica. In due siamo rimasti lì al presidio per assistere al sequestro di tutto quello che c?era, dalle sedie ai materassi, mentre uno di noi è stato portato subito a Latina. Devo dire che non ce lo aspettavamo affatto, anche perché la Rete No Turbogas ha sempre avuto rapporti, anche molto cordiali, con le forze dell?ordine. Comunque dopo il sequestro, più o meno intorno alle 5, siamo stati portati anche noi in questura, ci hanno trattato benissimo, devo dire e ci hanno inoltre spiegato che era per rispettare la prassi normativa, dove ci hanno spiegato che l?accusa è di occupazione abusiva di proprietà privata e rilasciato immediatamente?. ?La sera di lunedì era trascorsa come tante altre al Presidio, un?occasione per scambiarsi idee e discutere vista la mancanza di tv o altre ?distrazioni? tecnologiche. Poi a dormire, ma sempre con l?animo in fondo agitato. Come da settimane ormai, da quando il Prefetto di Latina aveva dichiarato che presto o tardi ?avrebbe dovuto procedere allo sgombero? dell?area dove Sorgenia vuole costruire la Turbogas. Verso le due ? è la voce di Filippo ? un amico che faceva anche lui i turni al Presidio, specie la sera visto che di giorno lavora come me, mi chiama dicendomi che passando sulla Nettunense davanti al casale ha notato qualche strano movimento. Da quel momento non riesco più a prendere sonno. Verso le tre noto uno strano traffico sulla Nettunense di fronte al Presidio, allora chiamo Marco e Marica che quella sera erano lì con me. Il tempo di scendere giù e guardando verso la linea ferroviaria ci accorgiamo della presenza di decine di poliziotti in tenuta antisommossa. Sulla strada sterrata che porta al Presidio c?è già una colonna di una ventina di mezzi, tra ruspe e camionette blindate con tanto di pulmann da cui scendono gli operai che devono recintare il terreno. In un attimo è come essere in un film, un brutto film. Girano intorno al casale illuminando a giorno ogni cosa con potenti fari brandiscono manganelli, che fortunatamente non useranno. Entrano, ci identificano e alcuni di loro cominciano a riprendere ogni cosa all?interno del casale: dalle stanze agli stipiti delle porte, dagli oggetti ai quadri, alle scritte e ai disegni sui muri. Mentre tutto ciò che sta nel Casale viene sequestrato sotto i nostri occhi ci viene permesso di portare con noi qualcosa e ci viene assicurato che il materiale sequestrato potrà essere recuperato in un secondo tempo. Intorno alle sette veniamo portati presso la Questura di Latina dove alcuni agenti ci mostrano un foglio da firmare, si tratta della dichiarazione di essere sottoposti ad indagine per la violazione di cui all?articolo 633 c.p.p. ovvero occupazione illegale di proprietà privata. Dopo ci schedano, impronte digitali e foto segnaletica, e questo resta per me il momento meno piacevole di tutti, anche se sono adulto e so che è la prassi. Poi, sono ormai le nove passate, mi riconsegnano l?auto, che nel frattempo avevano portato in Questura due poliziotti, e con Marica e Marco ce ne torniamo verso casa?.