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"RIFIUTI ZERO", DIFFERENZIATA E SOSTENIBILITA' AL FORTE

"RIFIUTI ZERO", DIFFERENZIATA E SOSTENIBILITA' AL FORTE

Si è parlato di sostenibilità ambientale e delle iniziative per ridurre l?impatto sull?ambiente dei rifiuti, in altre parole di raccolta differenziata e di ?Rifiuti Zero? nel convegno che si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri al Forte Sangallo. Ha esordito l?assessore all?Ambiente di Nettuno Flavio Biondi che ha sostenuto come ?il primo passo per risparmiare sulle spese dello smaltimento e per salvaguardare l?ambiente è certamente riciclare. Questo però non basta perché dobbiamo avere una coscienza sulla riduzione dei rifiuti, con un atteggiamento diverso nei confronti degli imballaggi ad esempio, e dei rifiuti in genere. Sono piccoli atteggiamenti che sebbene siano una goccia possono poco a poco può scavare nella roccia. I progetti di questa amministrazione che in pochi mesi è passata dal 2% all?8% di differenziata sono molto ampi: in primis un grande lavoro nelle scuole elementari perché li possiamo seminare una coscienza di riduzione dei rifiuti e avere un buon raccolto. Vi chiedo di partecipare per riuscire ad arrivare a quei livelli possibili per ridurre i rifiuti con l?aiuto di tutti e con la spinta dell?amministrazione?. Le attività commerciali e i luoghi dove ci sono mense, come case di riposo e scuole, in questi giorni saranno rifornite di un kit di sacchi organici e saranno servite con la raccolta porta a porta. Altra importante novità riguarda il mercato, dove i banchi, specie quelli alimentari, che sono stati forniti di un cassonetto ogni due banchi, confluiscono i rifiuti direttamente nei cassonetti senza più sporcare per terra. ?Sono tante le iniziative ? ha spiegato Massimo Milo, presidente della Commissione Ambiente ? anche se bisogna segnalare come, vicino alle isole ecologiche, erano state posizionate delle casse in ferro per confluire i cartoni e ne sono sparite più di trenta. Inoltre siamo costretti a lasciare aperti i cassonetti dell?indifferenziata, con costi più alti in discarica perché i rifiuti arrivano carichi di acqua, perché, quando erano chiusi in molti lasciavano la spazzatura accanto al cassonetto invece che all?interno. L?impegno dell?amministrazione è tanto, ma bisogna, quindi, correggere qualche cattivo atteggiamento di alcuni cittadini?. ?L?atteggiamento di questa amministrazione nei confronti dell?emergenza rifiuti ? ha aggiunto il sindaco Alessio Chiavetta ? è quello ella differenziata per arrivare ad un ciclo dei rifiuti che possa essere sostenibile. Quello che mi piace segnalare è che molte scuole, grazie all?impegno delle insegnanti, hanno affrontato queste tematiche. Una in particolare, a Tre Cancelli, ha fatto un percorso annuale su questa questione, riportando il lavoro svolto in una recita di fine anno. Questo significa che le nuove generazioni si rendono conto del destino del nostro pianeta, bisogna continuare su questa strada per capire cos?è la sostenibilità?. E? stata, poi, la volta del candidato al premio Nobel 2008, nonché professore universitario che da vent?anni si occupa della riduzione dei rifiuti ed ideatore del progetto ?Rifiuti Zero 2020? Paul Connett che ha spiegato intanto come ?Rifiuti Zero 2020? stia a significare che si tratta di un obiettivo da raggiungere per l?anno 2020. ?Non possiamo continuare ad essere una società usa e getta, che continua a mantenere un ciclo lineare che si svolge con: l?estrazione delle materie prime, la produzione degli oggetti, il consumo e la produzione dei rifiuti. Se si riusa e si ricicla, si evitano costi perché si evitano i primi due passaggi ella catena lineare. E? ancora più assurdo pensare di seppellire i rifiuti, poi, o di incenerirli. Intanto bisogna rilevare che l?inceneritore ha un costo elevatissimo per una creazione di posti di lavoro minima, circa 80 persone, soprattutto che l?incenerimento non è sostenibile perché produce ceneri tossiche, per il cui smaltimento si spende la stessa energia che l?inceneritore ha prodotto. Oltre ad essere una scelta antieconomica, quindi ? ha continuato Connet ? è totalmente insalubre. Gli inceneritori producono nanoparticelle, diossine, che è impossibile rilevare perché sono piccolissime e perché nelle normative vigenti si rilevano su 10 micron, che è una misura grande come una palla di cannone rispetto alla grandezza delle nanoparticelle. Riusciamo a studiarle solo perché entrano nel nostro corpo, con effetti disastrosi visto che sono tossiche. E? stato rilevato, infatti, che la percentuale di tumori cresce più ci si avvicina agli inceneritori. Quando entrano nel sangue, poi, le nanoparticelle provocano un numero altissimo di ictus, problemi cardiaci e respiratori, che valgono anche per gli animali. Bere un litro di latte di una mucca che bruca nei dintorni di un inceneritore è come respirare nei pressi di questo impianto per otto mesi consecutivi. I danni aumentano notevolmente se questo altte viene bevuto da una donna incinta, che passa una dose massiccia di nanoparticelle al feto provocando gravi danni ormonali e celebrali. Incenerire i rifiuti non può essere la scelta giusta. Bisogna riusare, riparare e decostruire e minimizzare la frazione residua che è la parte dei rifiuti non riciclabile. La frazione residua è in sostanza il risultato di una cattiva progettazione industriale, per questo occorrono dei centri di ricerca accanto alle discariche. Formare dei ricercatori che siano in grado di suggerire alle aziende una programmazione migliore, in modo che tutto si possa compostare, riusare o riciclare è la scelta più saggia ed economica per le stesse aziende: questo per arrivare nel 2020 a rifiuti Zero ?.