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POESIE PARACADUTATE CONTRO LA TURBOGAS

POESIE PARACADUTATE CONTRO LA TURBOGAS

Domenica 21 giugno 2009, solstizio d?Estate, presso l?aviosuperficie Arma di Nettuno, si svolgerà, a partire dalle ore 18.30, la performance di poesia ?Icaro e Dedalo: Ditirambi No Turbogas?, a sostegno della protesta contro la costruzione della pericolosa centrale termoelettrica Turbogas di Aprilia. I poeti Ugo Magnanti, Vitaldo Conte e Marcella Boccia, daranno vita a un evento d?arte, offrendo la propria poesia sul campo di atterraggio dell?aviosupefice, dopo essere stati paracadutati con un lancio tandem. Un reading che viene dal cielo, letteralmente, e che si propone di attirare l?attenzione sulle ragioni di tale dissenso presso la più ampia cittadinanza possibile, coniugando per la prima volta non solo in chiave simbolica la poesia e il volo, uno dei topos più affascinanti della letteratura. A due anni dalle ?Poesie vomitate contro la Turbogas?, la ?poesia? tenta di esprimere ancora, con le modalità della performance, la ferma disapprovazione nei confronti di una politica energetica sbagliata, e nociva per la salute, che non riguarda soltanto questo territorio, ma l?intero Paese. I tre poeti-Icari scenderanno dal cielo guidati da tre paracadutisti-Dedali dell?associazione sportiva Crazy Fly, in un?azione poetica di ascendenza futurista che si realizza come ?discesa? metaforica di ispirazione civile, e come gesto progressivo proprio in quanto contestatario rispetto a un?industria energetica ?passatista?, nell?intento di declinare in termini ecologici l?idea di volo, una delle ?icone? del Futurismo, di cui proprio quest?anno ricorre il centenario. Ossidi di azoto, polveri sottili e ultrasottili, monossido di carbonio, anidride solforosa, sono le sostanze dannose per la salute destinate ad essere disperse nell?atmosfera, per un raggio di circa 30 chilometri, in un territorio che, proprio per il già elevato livello di polveri sottili, rientra nel piano di risanamento della qualità dell'aria approvato dalla Regione Lazio. La centrale di Aprilia dovrebbe sorgere a meno di 500 metri da una scuola elementare di 40 bambini, in un quartiere di circa 12.000 persone, e all?interno di un territorio che comprende, oltre ad Aprilia, una città di 60.000 abitanti, anche altri grossi centri come Latina, Anzio, Nettuno, Pomezia, Velletri e Ardea, con pesanti ripercussioni negative nei settori del turismo e dell?agricoltura. Si tratta di un?ulteriore minaccia alla salute dei cittadini, che si somma alle potenziali fonti inquinanti delle 4 industrie ?a rischio di incidente rilevante? del territorio comunale di Aprilia. In aggiunta all?anidride carbonica e al gas naturale disperso tramite le inevitabili ?fugitive emissions? dei metanodotti e del processo produttivo di energia elettrica, responsabili dell?effetto serra e quindi del riscaldamento globale. Paradossalmente qui, oltre il danno, la beffa: la centrale Turbogas di Aprilia contribuirà al riscaldamento globale ed alla variazione del microclima locale per l?enorme quantità di calore che dovrà necessariamente disperdere attraverso rumorosi ventilatori per il suo funzionamento (42 batterie di raffreddamento ad aria), ma non inciderà per niente sul riscaldamento domestico dei cittadini, in quanto il progetto non prevede la fornitura di calore all?utenza domestica. L?evento, ideato e organizzato da Ugo Magnanti, è patrocinato dalla Città e dalla Pro Loco di Nettuno, dalla Città e dalla Pro Loco di Anzio e dalla Rete dei cittadini contro la Turbogas di Aprilia, associazione che, da 4 anni ormai, sta affrontando una dura battaglia per scongiurare la costruzione della centrale.