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TRAGEDIA IN MARE A NETTUNO. ANNEGATO UN GIOVANE

TRAGEDIA IN MARE A NETTUNO. ANNEGATO UN GIOVANE

Era sugli scogli per fare qualche tuffo con un suo amico il giovane 23enne tunisino che ieri pomeriggio è annegato in mare. Un'altra tragedia in acqua a Nettuno, nel tratto di spiaggia antistante il Santuario della Madonna delle Grazie, lì dove sono morti già altri giovani bagnanti.
Il giovane tunisino, che abitava a Campoverde, era con un suo connazionale sulla spiaggia libera nettunese, quando, verso le 13, ha deciso di farsi il bagno nonostante le condizioni proibitive del mare.
Il tutto è accaduto quando i due sono saliti sulla scogliera poco distante dalla spiaggia per fare qualche tuffo. Subito avvistati dai bagnini del vicino stabilimento balneare "Il Gabbiano", i due sono stati invitati a scendere dagli scogli ma neanche i fischi dei bagnini hanno distolto i due ragazzi. Le onde hanno così sbalzato i due in mare, facendoli scivolare dagli scogli. La vittima, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe battuto la testa dopo essere scivolato perdendo così i sensi in mare. Immediato l'allarme e l'intervento dei bagnini, della Capitaneria di Porto di Anzio, della polizia e dei carabinieri subito avvertiti della sparizione dei due giovani.
Minuti frenetici di ricerca per i due che sembravano scomparsi tra le onde. Grazie anche all'aiuto del pattino dei bagnini, della motovedetta e dell'elicottero di soccorso, è stato avvistato il primo giovane, un 20enne anch'egli tunisino che è stato subito portato salvo a riva. Nel frattempo sono proseguite le ricerche del 23enne il cui corpo veniva sbalzato in acqua a causa delle forti onde. Appena avvistato dopo essere affiorato nell'insenatura davanti allo stabilimento, il cadavere è stato rinvenuto e trascinato sull'arenile de "Il Gabbiano" dove gli operatori del pronto soccorso, giunti poco dopo, hanno potuto solo accertare la morte del ragazzo.
Il corpo del tunisino è stato coperto dagli ombrelloni, lontano dal caldo sole e dagli sguardi dei curiosi. Qui il cadavere è rimasto per circa due ore, in attesa dell'arrivo del medico legale e dell'autorizzazione del magistrato necessaria all'allontanamento del corpo dal luogo della tragedia.
Il tratto di mare dove è morto il tunisino è da anni teatro di tragedie; qui sono morti decine di giovani a causa anche delle forti correnti che si concentrano nel punto dove ha perso la vita il giovane. In prossimità degli scogli, infatti, si creano forti mulinelli che come un vortice risucchiano i bagnanti, anche quando il mare non è agitato.
Ieri il forte vento al largo ha reso pericolose le condizioni del mare anche verso terra tanto che i bagnini hanno innalzato bandiera rossa su tutte le spiagge. E ieri le alte onde e le correnti non hanno risparmiato la vittima.