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ANZIO, FERMATA LA BANDA DEI PROFUMI: SETTE ROMENI IN MANETTE E GIRO DI AFFARI PER MILIONI DI EURO
ANZIO, FERMATA LA BANDA DEI PROFUMI: SETTE ROMENI IN MANETTE E GIRO DI AFFARI PER MILIONI DI EURO
Ricercati da tempo, sono stati finalmente fermati i sette romeni della banda dei profumi, Elena Mihaela Marinescu, Luminita Codruta Baba, Ioana Radu, Florinel Bobob, Stefan Branescu, Nicu Taranu e Cristian Tudor. Tutti i componenti della banda sono stati arrestati con l'accusa di furto e ricettazione di un ingente quantitativo di profumi e cosmetici. Dopo una paziente indagine, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Anzio sono riusciti a sgominare la banda.
Le indagini sono state avviate dopo l?ennesimo colpo ad una profumeria di Anzio, nella notte tra il 29 e 30 giugno quando i ladri furono disturbati nella loro azione dal pronto intervento di una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri che li mise in fuga. In quell?occasione i malviventi lasciarono sul posto quattro autovetture all?interno delle quali sono stati trovati indizi ed elementi investigativi che hanno consentito di avviare le indagini.
Nel corso dei primi accertamenti è emerso subito che il fenomeno non era isolato, bensì esteso a tutta la provincia di Roma, Latina, Rieti ed in altre regioni come Marche e Abruzzo. L'incessante attività investigativa dei militari del Nucleo Operativo di Anzio, con intere giornate di pedinamenti ed osservazioni, ha consentito di localizzare i luoghi dove si trovavano malviventi e veniva nascosta la refurtiva. La struttura della banda era organizzata in modo gerarchico ed agiva secondo degli schemi e delle metodologie ben precise. Al termine dell'indagine, anche in relazione alla scaltrezza dei personaggi indagati, si è deciso di attuare un?irruzione, dapprima presso lo stabile utilizzato dai ladri come base operativa, ed in un secondo momento nel deposito dove era custodito il grosso della merce rubata. Nello stabile, nel comune di Aprilia, sono state sorprese nel sonno sei dei sette arrestati e circa 500 articoli tra profumi e cosmetici vari. Nel secondo luogo invece, un'abitazione magazzino ad Anzio-Lavinio, centro di stoccaggio della merce, sono state recuperate circa 1500 confezioni di profumi sotto il costante controllo di una cittadina romena, Baba Luminita Codruta. Il ruolo di quest?ultima è apparso subito molto rilevante in quanto era proprio la donna, dall?aspetto molto curato ed elegante, che provvedeva allo smistamento della merce rubata sia nel mercato parallelo italiano che in quello romeno.
Dal controllo degli articoli rubati, profumi e cosmetici delle migliori marche e tutti perfettamente sigillati, si è potuto constatare che la maggior parte della merce apparteneva ad una grossa catena di profumerie con circa trecentocinquanta sedi in Italia e che nell?ultimo anno ha subito numerosi furti. Le tre donne sono state condotte al carcere di Rebibbia, mentre i quattro uomini romeni sono stati accompagnati presso la Casa circondariale di Latina. Per tutti l?accusa è di ricettazione in concorso. Un giro di affari per la banda stimato in un milione e 300mila euro.
Sono circa cinquanta i furti sui quali indagano i carabinieri di Anzio, messi a segno in esercizi commerciali in comuni del Lazio, Marche e Abruzzo addebitabili alla banda che aveva realizzato un commercio parallelo di prodotti cosmetici e profumi nell?ambito delle comunità dell?est Europa per chi non intendeva rinunciare all?uso di cosmetici ma a prezzi più bassi. I negozi, che venivano letteralmente svaligiati, hanno dovuto riparare anche i danni che la banda provocava per accedervi, con l?utilizzo di grosse cesoie, martelli e trapani. Migliaia le confezioni di costosi profumi e cosmetici di un valore di 180.000 euro sequestrate dai carabinieri nel corso dell?operazione.
Le indagini sono state avviate dopo l?ennesimo colpo ad una profumeria di Anzio, nella notte tra il 29 e 30 giugno quando i ladri furono disturbati nella loro azione dal pronto intervento di una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri che li mise in fuga. In quell?occasione i malviventi lasciarono sul posto quattro autovetture all?interno delle quali sono stati trovati indizi ed elementi investigativi che hanno consentito di avviare le indagini.
Nel corso dei primi accertamenti è emerso subito che il fenomeno non era isolato, bensì esteso a tutta la provincia di Roma, Latina, Rieti ed in altre regioni come Marche e Abruzzo. L'incessante attività investigativa dei militari del Nucleo Operativo di Anzio, con intere giornate di pedinamenti ed osservazioni, ha consentito di localizzare i luoghi dove si trovavano malviventi e veniva nascosta la refurtiva. La struttura della banda era organizzata in modo gerarchico ed agiva secondo degli schemi e delle metodologie ben precise. Al termine dell'indagine, anche in relazione alla scaltrezza dei personaggi indagati, si è deciso di attuare un?irruzione, dapprima presso lo stabile utilizzato dai ladri come base operativa, ed in un secondo momento nel deposito dove era custodito il grosso della merce rubata. Nello stabile, nel comune di Aprilia, sono state sorprese nel sonno sei dei sette arrestati e circa 500 articoli tra profumi e cosmetici vari. Nel secondo luogo invece, un'abitazione magazzino ad Anzio-Lavinio, centro di stoccaggio della merce, sono state recuperate circa 1500 confezioni di profumi sotto il costante controllo di una cittadina romena, Baba Luminita Codruta. Il ruolo di quest?ultima è apparso subito molto rilevante in quanto era proprio la donna, dall?aspetto molto curato ed elegante, che provvedeva allo smistamento della merce rubata sia nel mercato parallelo italiano che in quello romeno.
Dal controllo degli articoli rubati, profumi e cosmetici delle migliori marche e tutti perfettamente sigillati, si è potuto constatare che la maggior parte della merce apparteneva ad una grossa catena di profumerie con circa trecentocinquanta sedi in Italia e che nell?ultimo anno ha subito numerosi furti. Le tre donne sono state condotte al carcere di Rebibbia, mentre i quattro uomini romeni sono stati accompagnati presso la Casa circondariale di Latina. Per tutti l?accusa è di ricettazione in concorso. Un giro di affari per la banda stimato in un milione e 300mila euro.
Sono circa cinquanta i furti sui quali indagano i carabinieri di Anzio, messi a segno in esercizi commerciali in comuni del Lazio, Marche e Abruzzo addebitabili alla banda che aveva realizzato un commercio parallelo di prodotti cosmetici e profumi nell?ambito delle comunità dell?est Europa per chi non intendeva rinunciare all?uso di cosmetici ma a prezzi più bassi. I negozi, che venivano letteralmente svaligiati, hanno dovuto riparare anche i danni che la banda provocava per accedervi, con l?utilizzo di grosse cesoie, martelli e trapani. Migliaia le confezioni di costosi profumi e cosmetici di un valore di 180.000 euro sequestrate dai carabinieri nel corso dell?operazione.


