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ANZIO: DONNA SI INCATENA DAVANTI AL COMUNE. DISPERATA, CERCA CASA E LAVORO PER RIAVERE I SUOI TRE FIGLI

ANZIO: DONNA SI INCATENA DAVANTI AL COMUNE. DISPERATA, CERCA CASA E LAVORO PER RIAVERE I SUOI TRE FIGLI

Si è incatenata davanti al comune di Anzio per gridare a tutti la sua disperazione. La storia della 45enne di Anzio era giunta la scorsa settimana anche sulle pagine del settimanale Il Granchio" ed aveva visto anche l'assessore ai Servizi Sociali Italo Colarieti intervenire per cercare una soluzione alla sua vicenda.
Con le catene davanti al municipio, la donna si è presentata con un cartello con su scritto: "Aiutatemi, chiedo al Comune casa e lavoro per i miei tre figli, sono disperata". Nel maggio scorso la 45enne era stata picchiata dal suo compagno con un asse da stiro in modo violento tanto da lasciarle gravi ferite sulla bocca, rimasta completamente devastata dall'impatto; fu infatti necessario un intervento chirurgico. Dopo la denuncia e l'allontanamento dall'ormai ex compagno, la donna, mentre si trovava in ospedale, aveva contattato i Servizi Sociali per aiutare i tre figli minorenni. I bimbi sono stati dunque portati in istituto ma lei, uscita dall'ospedale, si è trovata sola, senza lavoro e con il contratto di affitto in scadenza. Ora la donna, dopo lo sfratto, ha trovato riparo dal fratello. Senza lavoro nessuno le affitta un appartamento ed il tribunale non le riaffida i bambini finchè la donna non troverà alloggio e impiego.
Ieri mattina la donna gridava e piangeva perchè la prossima udienza per l'affido dei figli sarà il 6 ottobre e per lei non ci saranno possibilità concrete di riaffido.
In questi giorni la donna aveva chiesto al Comune una casa popolare o di essere manDataInserimento in una casa famiglia. Nonostante l'intervento comunale, finora nessuna soluzione è stata trovata e la donna rimane come gi altri in graduatoria per l'affido della casa popolare.
Ad intervenire per convincerla ad aprire il lucchetto delle sue catene una sua amica e l'assessore al Bilancio Giuseppe Mercuri che ha accompagnato la donna nel suo ufficio per parlare della grave situazione. Di certo c'è che non si può influire sulle decisioni del giudice mentre il Comune si sta mobilitando per aiutare in qualche modo la povera donna.