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SOS 'ARGOS'. IL CENTRO RISCHIA LA CHIUSURA E CHIEDE L'ACCREDITAMENTO ALLA REGIONE

SOS 'ARGOS'. IL CENTRO RISCHIA LA CHIUSURA E CHIEDE L'ACCREDITAMENTO ALLA REGIONE

La protesta di "Argos" arriva sulle pagine del "Il Messaggero". Il noto centro nettunese in via Santa Maria Goretti, 78, autorizzato nel 2006 dalla Regione Lazio per la riabilitazione ed educazione di bambini e ragazzi con gravi disabilità visive anche in presenza di altri handicap sensoriali, neuromotori e cognitivi, rischia la chiusura e resta da tempo in attesa di una risposta concreta da parte delle Istituzioni competenti.
"Spettabile Redazione - scrive l'amministratrice di Argos Agatina Puliatti - il centro, per una storia davvero paradossale di assoluta mancanza di attenzione da parte delle Istituzioni, rischia di chiudere per trasformarsi in un centro benessere o forse in un centro per la medicina estetica. Per tre anni ho scritto a politici, amministratori ? a tutti: e tutti mi hanno sempre detto che si trattava di una splendida iniziativa, ma le difficoltà della Sanità nel Lazio sono insuperabili. Anche due interrogazioni in Consiglio Regionale - prosegue Agatina - sono ancora in attesa di risposta. Pare inevitabile che le conseguenze di sbagli e cattiva gestione (il c.d. piano di rientro) debbano ricadere proprio su chi ha sempre fatto le cose per bene e nulla ha a che vedere con mala gestione e malasanità. Ora - conclude - ho scritto un ulteriore appello al Presidente Marrazzo/Montino, che riassume la nostra storia e che ho assolutamente bisogno che lui personalmente legga". La lettera si conclude con la richiesta di pubblicare sulle pagine del noto quotidiano una lettera aperta alla regione Lazio per chiedere l'accreditamento.
Per scongiurare la chiusura di "Argos" la Puliatti conclude il suo scritto così: "Dopo tre anni di attività auto-sostenuta (dando risposta quasi del tutto gratuita a più di 200 famiglie), Argos chiede un incontro perché la concessione dell?accreditamento o altra eventuale soluzione che scongiuri che a breve gli utenti perdano un servizio essenziale, a fronte di situazioni drammatiche; 20 operatori perdano un lavoro qualificato e di riconosciuto valore; la Regione Lazio e la città di Nettuno perdano un?iniziativa importante ? voluta da un non vedente che l?handicap l?ha sperimentato davvero (il fondatore Placido Puliatti) e che, a quanto pare, ha avuto un?idea troppo nuova per essere possibile (almeno nel settore della sanità): fare bene una cosa per bene, senza alzare troppo la voce".