Nessuna Promo attiva. Torna a trovarci!
NEWS LOCALI
PRESENTATA LA 29a EDIZIONE DELLA MOSTRA AGRICOLA CAMPOVERDE ALL'HOTEL ENEA DI APRILIA
Si è svolta questa mattina la conferenza stampa per la 29esima edizione della Mostr...
IL PICCOLO FLAVIO HA BISOGNO DI AIUTO: DOMENICA BANCHETTO IN PIAZZA BATTISTI A NETTUNO
Flavio è un bambino di 4 anni e soffre di una grave forma di miopatia congenita, con difet...
PRESENTATO IL NUOVO CALENDARIO 2014 DEL FOTOGRAFO NETTUNESE RANIERO
Nel giorno della festa dell’Immacolata, come ormai tradizione, è stato presen...
CATEGORIE
- ABBIGLIAMENTO
- AGENZIE ASSICURATIVE
- AGENZIE DI VIAGGIO
- AGENZIE FUNEBRI
- AGENZIE IMMOBILIARI
- ALIMENTARI
- ANIMALI
- ANTIQUARIATO
- ARREDAMENTI, MOBILI
- ARTICOLI DA REGALO
- ARTIGIANI
- ASSISTENZA DOMICILIARE
- ASSISTENZA TECNICA
- ASSOCIAZIONI
- AUTO
- AZIENDE VINICOLE
- BABY-PARKING
- BANCHE
- BAR PASTICCERIE
- BED and BREAKFAST
- BELLE ARTI
- BELLEZZA
- CACCIA E NAUTICA
- CALZATURE
- CALZATURE BIMBI
- CENTRI COMMERCIALI
- CICLISMO
- CINEMA
- CIRCOLI
- COMPUTER
- EDILIZIA
- ELETTROFORNITURE
- ERBORISTERIE
- FARMACIE
- FERRAMENTA/FAI DA TE
- FINANZIARIE
- FIORAI
- FORNITURE RISTORANTI
- FOTOGRAFIA
- HOBBY
- HOTEL
- IMPIANTI SPORTIVI
- INVESTIGAZIONI PRIVATE
- LIBRERIE
- MODELLISMO
- MOTO
- NAUTICA
- NOLEGGIO
- OFFICINE E RICAMBI
- OREFICERIE
- OTTICA
- PALESTRE
- PENSIONI
- PERIODICI
- PESCHERIE
- PROFUMERIE
- PUB LOCALI ANZIO
- PUB LOCALI NETTUNO
- RISTORANTI PIZZERIE
- SALUTE
- SCOMMESSE E GIOCHI
- SCUOLA E UFFICIO
- SCUOLE DI DANZA
- SERVIZI
- SICUREZZA
- SPETTACOLO E ANIMAZIONE
- STABILIMENTI BALNEARI
- TABACCHERIE
- TELEFONIA
- TIPOGRAFIE / LEGATORIE
- VETERINARI
- VIDEOGAME
CONVEGNO SULL'ACQUA: UN BENE DI TUTTI MA IN REALTA' E' DI UNA BANCA TEDESCA
CONVEGNO SULL'ACQUA: UN BENE DI TUTTI MA IN REALTA' E' DI UNA BANCA TEDESCA
Si é svolto ieri pomeriggio, nella sede di via Aldobrandini ad Anzio, il convegno del Pd; tema scottante la liberalizzazione dell'acqua in seguito agli ultimi dibattiti legati al decreto Ronchi che ufficializza definitivamente la posizione delle società private nella gestione delle risorse idriche.
A discuterne nei dettagli il rappresentante del Pd del circolo di Anzio centro Francesco Silvia, il consulente ambientale Guglielmo Natalini, Severino Tardioli, rappresentante del Pd circolo di Lavinio e Alberto De Monaco, rappresentante del Comitato di Aprilia in difesa dell'acqua come bene pubblico. E' stato quest'ultimo a mostrare in esclusiva dei dati sconcertanti.
In risalto la situazione disastrosa della francese Acqualatina spa, la società che gestisce le risorse idriche del territorio appartenente alla zona Ato4, ovvero 38 Comuni tra cui Anzio e Nettuno. Una battaglia che va avanti dal 2002 a suon di bollette il cui aumento da sei anni a questa parte si stima del 100%. L'acqua come bene pubblico, risorsa idrica mondiale ma soprattutto destinata a scarseggiare per una popolazione che crescerà fino ad otto miliardi di persone sulla terra nel giro di pochi anni.
L'acqua appartiene a tutti ma in realtà proprio così non é; il popolo detiene sì la proprietà dell'acqua ma il possesso é di qualcun altro. Ad aprire e chiudere i tubi non siamo certo noi. Un business di pochi sperimentato nei paesi più svantaggiati come Africa e America Latina e che ora ha trovato conferma in parte d'Europa. Nel 2006 Acqualatina spa era sull'orlo del fallimento con 35 milioni di debito; a finanziarla "miracolosamente" una banca tedesca, la Depfa Bank che in cambio, come definito nell'atto di pegno visionato da De Monaco, ha chiesto il 49% delle azioni detenute dalla società. Del 51% detenuto dei Comuni la banca ha chiesto ed ottenuto anche il 21% dopo varie trattative; risultato la banca dell'ipoteca tedesca (questa la traduzione del nome) possiede il 70% delle azioni idriche, come a dire che la nostra acqua é della banca. E, cosa peggiore, il contratto con Acqualatina é trentennale con l'evidente deduzione che la nostra situazione rimarrà invariata fino al 2032. Il testo del regolamento si conclude così: "La proprietà ritornerà ai Comuni nel 2032". Sottile ma importante l'uso delle parole: ciò che dapprima é possesso dei tubi diventa poi proprietà dell'acqua.
Ma c'é una scappatoia: nel regolamento é stabilito che i Comuni devono obbligatoriamente confermare la convenzione sancita con la società; in caso contrario il rapporto si può scindere. Questo ha fatto il comune di Aprilia che, tramite ricorso al Tar, ha sciolto la convenzione con Acqualatina spa ed ora gli utenti pagano la tariffa direttamente al Comune. "Consiglio a voi di attuare questa soluzione - ha sottolineato De Monaco - - l'unica scappatoia per uscirne. Il potere sta ai consiglieri non solo ai sindaci a cui comunque é demanDataInserimento la responsabilità finale".
E dato ancora più sconcertante: solo nove comuni su 38 hanno ratificato la convenzione con Acqualatina spa, gli altri, compresi Anzio e Nettuno, non lo hanno fatto. Ma di ricorsi al Tar per uscirne neanche l'ombra. E Anzio e Nettuno detengono il 16% delle azioni dell'acqua ma non sono rappresentati in consiglio d'amministrazione nella società.
A discuterne nei dettagli il rappresentante del Pd del circolo di Anzio centro Francesco Silvia, il consulente ambientale Guglielmo Natalini, Severino Tardioli, rappresentante del Pd circolo di Lavinio e Alberto De Monaco, rappresentante del Comitato di Aprilia in difesa dell'acqua come bene pubblico. E' stato quest'ultimo a mostrare in esclusiva dei dati sconcertanti.
In risalto la situazione disastrosa della francese Acqualatina spa, la società che gestisce le risorse idriche del territorio appartenente alla zona Ato4, ovvero 38 Comuni tra cui Anzio e Nettuno. Una battaglia che va avanti dal 2002 a suon di bollette il cui aumento da sei anni a questa parte si stima del 100%. L'acqua come bene pubblico, risorsa idrica mondiale ma soprattutto destinata a scarseggiare per una popolazione che crescerà fino ad otto miliardi di persone sulla terra nel giro di pochi anni.
L'acqua appartiene a tutti ma in realtà proprio così non é; il popolo detiene sì la proprietà dell'acqua ma il possesso é di qualcun altro. Ad aprire e chiudere i tubi non siamo certo noi. Un business di pochi sperimentato nei paesi più svantaggiati come Africa e America Latina e che ora ha trovato conferma in parte d'Europa. Nel 2006 Acqualatina spa era sull'orlo del fallimento con 35 milioni di debito; a finanziarla "miracolosamente" una banca tedesca, la Depfa Bank che in cambio, come definito nell'atto di pegno visionato da De Monaco, ha chiesto il 49% delle azioni detenute dalla società. Del 51% detenuto dei Comuni la banca ha chiesto ed ottenuto anche il 21% dopo varie trattative; risultato la banca dell'ipoteca tedesca (questa la traduzione del nome) possiede il 70% delle azioni idriche, come a dire che la nostra acqua é della banca. E, cosa peggiore, il contratto con Acqualatina é trentennale con l'evidente deduzione che la nostra situazione rimarrà invariata fino al 2032. Il testo del regolamento si conclude così: "La proprietà ritornerà ai Comuni nel 2032". Sottile ma importante l'uso delle parole: ciò che dapprima é possesso dei tubi diventa poi proprietà dell'acqua.
Ma c'é una scappatoia: nel regolamento é stabilito che i Comuni devono obbligatoriamente confermare la convenzione sancita con la società; in caso contrario il rapporto si può scindere. Questo ha fatto il comune di Aprilia che, tramite ricorso al Tar, ha sciolto la convenzione con Acqualatina spa ed ora gli utenti pagano la tariffa direttamente al Comune. "Consiglio a voi di attuare questa soluzione - ha sottolineato De Monaco - - l'unica scappatoia per uscirne. Il potere sta ai consiglieri non solo ai sindaci a cui comunque é demanDataInserimento la responsabilità finale".
E dato ancora più sconcertante: solo nove comuni su 38 hanno ratificato la convenzione con Acqualatina spa, gli altri, compresi Anzio e Nettuno, non lo hanno fatto. Ma di ricorsi al Tar per uscirne neanche l'ombra. E Anzio e Nettuno detengono il 16% delle azioni dell'acqua ma non sono rappresentati in consiglio d'amministrazione nella società.


