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NETTUNO, ALLARME BUCHE. EMERGENZA SULLE STRADE. MATERIALI SCADENTI SULL'ASFALTO CHE NON C'E'
NETTUNO, ALLARME BUCHE. EMERGENZA SULLE STRADE. MATERIALI SCADENTI SULL'ASFALTO CHE NON C'E'
Allarme buche, stavolta davvero un'emergenza. Giorni di pioggia intensa a Nettuno che sta letteralmente sprofondando nelle sue voragini, vere e proprie cavità scavate sulle strade che continuano ad ingrandirsi a vista d'occhio. Un pericolo ormai annunciato e discusso, che continua a far scalpore da anni e che evidenzia l'incompetenza di un intero sistema, dalla macchina amministrativa agli addetti ai lavori. E' un dato di fatto: nessuno é in grado di prendere precauzioni serie.
Sarà un problema di soldi? Beh, un sistema ci sarebbe: i fondi destinati ad un evento o ad altre iniziative di minore importanza potrebbero straordinariamente essere trasferiti per il rifacimento dell'asfalto dell'intera città, o meglio dei punti cruciali. Se di emergenza si tratta allora é il caso di trovare soluzioni altrettanto urgenti. Basta rattoppi, basta fantomatiche coperture utili a coprire per qualche giorno una buca che inevitabilmente poco dopo si riapre peggio di prima.
Le strade sono ormai percorsi di guerra con l'asfalto sfracellato, mentre i paraurti rotti, i pneumatici bucati e gli incidenti sono la norma. Si guida ormai con la paura di finire fuori strada, di bucare o di schiantarsi verso un'altra auto durante gli slalom. E non c'é via di fuga: o si cammina a rilento, frenando nei punti critici (con i rischi annessi), o si buca. Una situazione davvero insostenibile.
Ma perché si aprono così tante ed enormi buche? La risposta: incompetenza di chi ha fatto l'asfalto, poca attenzione per il sottofondo stradale quando si fanno i lavori e materiale di scarsa qualità. Ad essere utilizzato è il conglomerato bituminoso, una miscela di inerti e leganti, con carbonato di calcio e bitume (tra il 7 e il 15% del totale). Per il rifacimento di una strada si usa ?a caldo?. L?asfalto si appoggia su uno strato sottostante che dovrebbe essere sempre studiato ma spesso ciò non avviene in modo adeguato, anche per ragioni di tempo. Se il materiale che viene posto al di sopra non è idoneo alle caratteristiche della base, iniziano i problemi perché il sottofondo, composto da materiale terroso, produce una reazione sul manto sovrastante. Se il conglomerato non è adeguato al terreno sottostante, l?asfalto si indebolisce, subisce il peso dei veicoli e si creano fessure da cui entrano infiltrazioni. Via così alle cosidddette ?ragnatele?, poi alle buche e, nel caso di Nettuno, alle fosse sulla strada profonde anche cinque centimetri.
Per i rattoppi, poi, viene usato il cosiddetto ?asfalto a freddo?: in realtà, è sempre il conglomerato con legante bituminoso flussato con solvente atossico inodore e additivi. Si tratta una procedura che non ha nulla di tecnico e che serve solo nell?immediato per chiudere una buca, senza possibilità di durata. Questa soluzione, che ha il vantaggio di poter essere eseguita anche in giorni piovosi come questi, consiste nel versare la quantità necessaria di conglomerato bituminoso nella buca senza mescolarlo, né riscaldarlo: il materiale si compatta in poco tempo, a contatto con l?aria, ma la sua durata è minima.
Facendo due conti, il tempo ed i soldi spesi negli ultimi anni per rattoppare sarebbero serviti a rifare l'asfalto almeno delle strade più a rischio: via Ennio Visca, via Scipione Borghese, via dei Frati, via Capitan Dante Canducci. Tutt'intorno le altre vie, una black list troppo lunga per essere elencata, semplicemente l'intero stradario di Nettuno.
Sarà un problema di soldi? Beh, un sistema ci sarebbe: i fondi destinati ad un evento o ad altre iniziative di minore importanza potrebbero straordinariamente essere trasferiti per il rifacimento dell'asfalto dell'intera città, o meglio dei punti cruciali. Se di emergenza si tratta allora é il caso di trovare soluzioni altrettanto urgenti. Basta rattoppi, basta fantomatiche coperture utili a coprire per qualche giorno una buca che inevitabilmente poco dopo si riapre peggio di prima.
Le strade sono ormai percorsi di guerra con l'asfalto sfracellato, mentre i paraurti rotti, i pneumatici bucati e gli incidenti sono la norma. Si guida ormai con la paura di finire fuori strada, di bucare o di schiantarsi verso un'altra auto durante gli slalom. E non c'é via di fuga: o si cammina a rilento, frenando nei punti critici (con i rischi annessi), o si buca. Una situazione davvero insostenibile.
Ma perché si aprono così tante ed enormi buche? La risposta: incompetenza di chi ha fatto l'asfalto, poca attenzione per il sottofondo stradale quando si fanno i lavori e materiale di scarsa qualità. Ad essere utilizzato è il conglomerato bituminoso, una miscela di inerti e leganti, con carbonato di calcio e bitume (tra il 7 e il 15% del totale). Per il rifacimento di una strada si usa ?a caldo?. L?asfalto si appoggia su uno strato sottostante che dovrebbe essere sempre studiato ma spesso ciò non avviene in modo adeguato, anche per ragioni di tempo. Se il materiale che viene posto al di sopra non è idoneo alle caratteristiche della base, iniziano i problemi perché il sottofondo, composto da materiale terroso, produce una reazione sul manto sovrastante. Se il conglomerato non è adeguato al terreno sottostante, l?asfalto si indebolisce, subisce il peso dei veicoli e si creano fessure da cui entrano infiltrazioni. Via così alle cosidddette ?ragnatele?, poi alle buche e, nel caso di Nettuno, alle fosse sulla strada profonde anche cinque centimetri.
Per i rattoppi, poi, viene usato il cosiddetto ?asfalto a freddo?: in realtà, è sempre il conglomerato con legante bituminoso flussato con solvente atossico inodore e additivi. Si tratta una procedura che non ha nulla di tecnico e che serve solo nell?immediato per chiudere una buca, senza possibilità di durata. Questa soluzione, che ha il vantaggio di poter essere eseguita anche in giorni piovosi come questi, consiste nel versare la quantità necessaria di conglomerato bituminoso nella buca senza mescolarlo, né riscaldarlo: il materiale si compatta in poco tempo, a contatto con l?aria, ma la sua durata è minima.
Facendo due conti, il tempo ed i soldi spesi negli ultimi anni per rattoppare sarebbero serviti a rifare l'asfalto almeno delle strade più a rischio: via Ennio Visca, via Scipione Borghese, via dei Frati, via Capitan Dante Canducci. Tutt'intorno le altre vie, una black list troppo lunga per essere elencata, semplicemente l'intero stradario di Nettuno.


