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ANZIO, SI SPARA BRUNO FORTUNATO, AGENTE POLFER IN PENSIONE. NEL 2003 ERA STATO COINVOLTO NELLA SPARATORIA CON LE BR

ANZIO, SI SPARA BRUNO FORTUNATO, AGENTE POLFER IN PENSIONE. NEL 2003 ERA STATO COINVOLTO NELLA SPARATORIA CON LE BR

Le Brigate Rosse mietono un'altra vittima. Si è suicidato con un colpo di pistola Bruno Fortunato, 52 anni, il poliziotto della Polfer ferito nella sparatoria con le Br sul treno Roma-Arezzo nel 2003.
Fortunato, da qualche tempo in pensione, si e' sparato ad Anzio nella sua abitazione, una villetta in via della Cannuccia dove si era trasferito con l afamiglia dopo la pensione. Il colpo con la sua pistola che deteneva regolarmente in casa.
Nella sparatoria del 2 marzo 2003 morirono il sovrintendente di polizia Emanuele Petri, il brigatista Mario Galesi e fu catturata Nadia Desdemona Lioce. Durante la sparatoria Fortunato fu ferito al fegato e al polmone da Galesi e rischiò di essere ucciso dalla stessa brigatista Lioce che gli puntò la pistola del collega Petri, ma la sicura sull'arma evitò il peggio. Seguirono 26 giorni di ospedale per Fortunato che negli anni a seguire testimoniò al processo contro le Br.
Da allora Fortunato ha continuato a vivere con un rimorso, quello di non essere riuscito a salvare il collega e di non essere riuscito a sparare contro la Lioce. Fortunato viveva con il rimorso di aver aspettato troppo ad aprire il fuoco contro i brigatisti. "È il mio rammarico più grande" - aveva detto.
Ieri sera, verso mezzanotte, l'epilogo di una depressione che durava da sette anni. Un breve litigio con la moglie, poi Fortunato si è chiuso in stanza con la pistola e ha fatto fuoco due volte: il primo colpo è andato a vuoto, il secondo lo ha ucciso. Non ha lasciato alcun biglietto. Fortunato lascia tre figli, una ragazza e due ragazzi entrambi poliziotti, uno dei qual in servizio al Commissariato di Anzio.
Fortunato tempo fa fu insignito della medaglia d'oro per l'arresto della Lioce perchè quella cattura permise di sgominare proprio una banda delle nuove Brigate Rosse.

(nella foto Bruno Fortunato, in tribunale a Firenze durante l'udienza di deposizione nel 2004 al processo Lioce)