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AD ANZIO I 'COSTUMI RINASCIMENTALI': AL MUSEO DI VILLA ADELE IN MOSTRA LA SUPERBA ELEGANZA DEL '500

AD ANZIO I 'COSTUMI RINASCIMENTALI': AL MUSEO DI VILLA ADELE IN MOSTRA LA SUPERBA ELEGANZA DEL '500

Sarà inaugurata oggi pomeriggio alle ore 18 ad Anzio, presso il Museo Civico Archeologico di Villa Adele, la mostra di "Costumi Rinascimentali" in occasione del 460° anniversario dell?approdo della Madonna delle Grazie a Nettuno.
La mostra, aperta fino al 9 maggio, non vuole essere un saggio sul costume, ma una piccola rappresentazione della ?superba eleganza del costume italiano del Cinquecento?.
?Abbiamo voluto omaggiare una sartoria teatrale ? afferma Marina Sciarelli, curatrice della mostra - che da quarant? anni lavora per opere liriche, teatro e rievocazioni storiche, dando risalto al grande artigianato italiano. Sono vesti realizzate grazie ad un attento lavoro di collaborazione tra costumisti e sartoria?.
Per la ricostruzione di un abito d?epoca è fondamentale lo studio dei dipinti, degli arazzi, degli epistolari, dei manoscritti, dei documenti notarili e degli abiti veri dell?epoca, purtroppo rari, che sono disponibili. Preziosi sono anche i ?conti d?abbigliamento?: spesso mercanti e cittadini annotavano accuratamente, sotto la voce ?spese di casa?, ciò che spendevano per i loro vestiti e per quelli della loro famiglia. Un fattore ancora più specifico per lo studio del costume sono i regali fatti alla servitù, ai contadini e agli scudieri con la nota dell?abito. Nei conti compaiono le quantità di stoffa comprata, la natura del panno (velluto, fustagno?), il colore (vermiglio, sanguigno, paonazzo?), l?origine del panno (Londra, Lucca?), il venditore, il peso, la fodera (sindone, agnello, coniglio?), il prezzo (a palmo, a braccia).
La mostra ?Costumi Rinascimentali? vuole accompagnare il visitatore a scoprire gli strumenti che i costumisti più frequentemente usano per la realizzazione di un costume d?epoca. Mettendo in esposizione anche i libri, si è voluto svelare dove si trovano quei dettagli che emergono dalle opere pittoriche senza però voler trascurare lo studio dei fatti storici e dei rapporti sociali. Il costume è la funzione dell?abito all?interno di una precisa cultura e rappresentazione. E il lusso emerge proprio per quel che riguarda il vestiario. Così il costume rispecchia nettamente il periodo rappresentato con la manifestazione: ?il 1550?.
Le fogge del vestiario si irrigidiscono, soprattutto quelle femminili, in una artificiosità che risente dell?influsso del gusto spagnolo e del suo rigore morale; l?attaccatura bassa delle maniche mette armoniosamente in evidenza la linea delle spalle in tutta la sua ampiezza, la scollatura quadra sottolinea la larghezza del busto, la vita segnata per le donne, i calzoni al ginocchio per gli uomini, sono elementi che tagliano la figura invece di esaltarne lo slancio come le mode gotiche. Lo stile dell?abbigliamento è ispirato non più all?acerba grazia dell?adolescenza, come nel Quattrocento, ma alla vitalità della giovinezza e al suo fiorente rigoglio. Nell?uomo si afferma così il carattere mascolino con vesti comode ed ampie e con la braghetta. Caratteristica della seconda metà del cinquecento è la gorgiera, che dà la visione della testa staccata dal resto della persona. La veste della donna non asseconda più la dolce mollezza delle curve femminili, ma si irrigidisce seguendo un astratto schema geometrico che si allarga a forma di imbuto in alto verso le spalle, in basso fino al suolo, nascondendo i piedi. La superbia sembra dunque attirare l?arte dell?abbigliamento nella sfera delle passioni e della sensualità dove la misura e l?armonia finiscono per scomparire.

(foto Avvisati)