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NETTUNO, MAXI OPERAZIONE ANTICAMORRA. SETTE ARRESTI E SEQUESTRI MILIONARI. IN MANETTE GLI AFFILIATI AL CLAN DEI CASALESI
NETTUNO, MAXI OPERAZIONE ANTICAMORRA. SETTE ARRESTI E SEQUESTRI MILIONARI. IN MANETTE GLI AFFILIATI AL CLAN DEI CASALESI
Maxi blitz scattato la scorsa notte a Nettuno con ben sette persone finite in manette. Pesanti le accuse: associazione mafiosa, estorsione, tentato omicidio, traffico di droga ed armi ed intestazione fittizia di capitali. E non finisce qui perché gli arrestati sono tutti accusati di aver costituito un'associazione criminale, un vero e proprio sodalizio, con il clan dei Casalesi.
L'operazione in corso tra la capitale e Latina, eseguita dagli uomini della Polizia di Stato e del Gico della Guardia di Finanza della Capitale, ha trovato perno a Nettuno con nettunesi e calabresi trapiantati nella cittadina del tridente finiti in manette. In carcere sette componenti del clan e sequestrati beni per un valore di circa quattro milioni di euro in un'indagine che vede coinvolte 26 persone. Tra i nomi eccellenti degli arrestati nel blitz delle forze dell'ordine i due della cabina di regia dell'organizzazione, Maria Rosaria Schiavone, figlia del boss pentito Carmine, e suo marito, il capofamiglia Pasquale Noviello, latitante dal marzo 2008 e rintracciato dagli investigatori della squadra mobile nella sua villa di via Chianciano a Nettuno dove aveva ricavato un nascondiglio segreto nel sottotetto. Pasquale Noviello, 39 anni, originario di Minturno, era accusato di triplice tentato omicidio e, insieme alla moglie, anche di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata all?estorsione, alla truffa, al traffico di stupefacenti e al traffico di armi. Due anni fa, ad una prima ispezione degli investigatori in casa di Noviello, non c'era nessuna traccia del boss; a tradire Noviello è stata l?emozione delle figlie, che continuavano a guardare verso l?alto in un punto preciso della casa. È così che gli agenti hanno scoperto un lampadario incassato nel soffitto che apriva un varco verso un sottotetto abitabile in cui Noviello si era nascosto dopo aver visto gli agenti fare irruzione nella sua villa. L?uomo è considerato l?autore dell?agguato del 28 marzo del 2008 che aveva come bersaglio Francesco Cascone, originario di Gragnano e proprietario di un ristorante di Cisterna diventato bersaglio dei tentativi di estorsione del gruppo criminale. Cascone é vittima di estorsione ma anche carnefice: l'uomo é infatti accusato di tentato omicidio per aver cercato di uccidere uno degli uomini dell?organizzazione durante la sparatoria del 2008.
I bersagli del gruppo criminale erano imprenditori e commercianti di Aprilia, Latina, Anzio e Nettuno, vessati da richieste di denaro, minacce, intimidazioni ed attentati incendiari. Chi non pagava veniva portato al cospetto di Noviello, considerato al vertice dell?organizzazione. In manette anche Mario Noviello, padre di Pasquale, che si occupava poi di riciclare il denaro di provenienza illecita in apposite società immobiliari intestate a dei prestanome. In manette il nettunese Dario Flamini, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver fornito al gruppo armi e munizioni, poi Francesco Gara e Agostino Ravese.
"Un ennesimo successo dello Stato sull'antistato, ottenuto grazie al grande impegno investigativo e alle norme antimafia fortemente volute da questo Governo - ha sottolineato il ministro della Giustizia Angelino Alfano commentando la notizia dell'operazione 'Sfingè". Alfano esprime il suo plauso anche ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e parla di un altro "duro colpo al clan dei Casalesi e ai loro affiliati e di un nuovo successo contro le organizzazioni camorristiche, con pericolosi criminali assicurati alla giustizia e cospicui beni sottratti alle loro disponibilità".
L'operazione in corso tra la capitale e Latina, eseguita dagli uomini della Polizia di Stato e del Gico della Guardia di Finanza della Capitale, ha trovato perno a Nettuno con nettunesi e calabresi trapiantati nella cittadina del tridente finiti in manette. In carcere sette componenti del clan e sequestrati beni per un valore di circa quattro milioni di euro in un'indagine che vede coinvolte 26 persone. Tra i nomi eccellenti degli arrestati nel blitz delle forze dell'ordine i due della cabina di regia dell'organizzazione, Maria Rosaria Schiavone, figlia del boss pentito Carmine, e suo marito, il capofamiglia Pasquale Noviello, latitante dal marzo 2008 e rintracciato dagli investigatori della squadra mobile nella sua villa di via Chianciano a Nettuno dove aveva ricavato un nascondiglio segreto nel sottotetto. Pasquale Noviello, 39 anni, originario di Minturno, era accusato di triplice tentato omicidio e, insieme alla moglie, anche di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata all?estorsione, alla truffa, al traffico di stupefacenti e al traffico di armi. Due anni fa, ad una prima ispezione degli investigatori in casa di Noviello, non c'era nessuna traccia del boss; a tradire Noviello è stata l?emozione delle figlie, che continuavano a guardare verso l?alto in un punto preciso della casa. È così che gli agenti hanno scoperto un lampadario incassato nel soffitto che apriva un varco verso un sottotetto abitabile in cui Noviello si era nascosto dopo aver visto gli agenti fare irruzione nella sua villa. L?uomo è considerato l?autore dell?agguato del 28 marzo del 2008 che aveva come bersaglio Francesco Cascone, originario di Gragnano e proprietario di un ristorante di Cisterna diventato bersaglio dei tentativi di estorsione del gruppo criminale. Cascone é vittima di estorsione ma anche carnefice: l'uomo é infatti accusato di tentato omicidio per aver cercato di uccidere uno degli uomini dell?organizzazione durante la sparatoria del 2008.
I bersagli del gruppo criminale erano imprenditori e commercianti di Aprilia, Latina, Anzio e Nettuno, vessati da richieste di denaro, minacce, intimidazioni ed attentati incendiari. Chi non pagava veniva portato al cospetto di Noviello, considerato al vertice dell?organizzazione. In manette anche Mario Noviello, padre di Pasquale, che si occupava poi di riciclare il denaro di provenienza illecita in apposite società immobiliari intestate a dei prestanome. In manette il nettunese Dario Flamini, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver fornito al gruppo armi e munizioni, poi Francesco Gara e Agostino Ravese.
"Un ennesimo successo dello Stato sull'antistato, ottenuto grazie al grande impegno investigativo e alle norme antimafia fortemente volute da questo Governo - ha sottolineato il ministro della Giustizia Angelino Alfano commentando la notizia dell'operazione 'Sfingè". Alfano esprime il suo plauso anche ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e parla di un altro "duro colpo al clan dei Casalesi e ai loro affiliati e di un nuovo successo contro le organizzazioni camorristiche, con pericolosi criminali assicurati alla giustizia e cospicui beni sottratti alle loro disponibilità".


