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NETTUNO, 'IL FILO DELLA MEMORIA': STORIE E VISSUTI INTENSI DURANTE LA II GUERRA MONDIALE
NETTUNO, 'IL FILO DELLA MEMORIA': STORIE E VISSUTI INTENSI DURANTE LA II GUERRA MONDIALE
?Il filo della memoria?, ovvero il nostro territorio durante il Fascismo e la II° guerra mondiale raccontata dai protagonisti del tempo. Questo il tema dell'iniziativa organizzata dell?associazione culturale "La Tamerice" con il patrocinio della Regione Lazio.
Una linea ideale che, attraverso il tempo, ha saputo unire le esperienze ed i vissuti delle diverse generazioni. L?obiettivo, infatti, è stato lo scambio intergenerazionale permanente, in modo che la memoria e l'esperienza dell'anziano non vengano disperse, ma trasmesse.
Il filmato proiettato in anteprima qualche giorno fa in una gremitissima sala del Forte Sangallo a Nettuno, ha raccolto le testimonianze di dieci anziani del territorio intervistati dal giornalista Claudio Pelagallo e realizzate tra il 2009 e i primi mesi del 2010. Le riprese, il montaggio e le foto sono state curate da Alessandro Cavallin ed Andrea Tamburrini. Il progetto è poi stato coordinato da Paola Fumi e Luana Sibilia.
Presente all?iniziativa l?assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione del comune di Nettuno Giampiero Pedace che ha donato all?associazione "La Tamerice" un bassorilievo del Castel Sangallo in segno di riconoscimento per il lavoro svolto sul territorio.
?Noi vogliamo che si parli e si spieghi - è stato detto alla presentazione del video - preferiamo un'ora di lezione ad un minuto di silenzio, si racconti di quell'Italia fascista i cui governanti scelsero le leggi razziali e l'aiuto ai nazisti nella deportazione degli ebrei, scelsero la guerra, scelsero di mandare a morire centinaia di migliaia di giovani ed altri migliaia di italiani perseguitati, torturati ed uccisi per le loro idee. Vogliamo che si educhino i nostri giovani alla Pace - hanno concluso - a non dimenticare mai, e per non dimenticare bisogna conoscere per filo e per segno e non solo celebrare?.
?Il filo della memoria?, come immaginare che un capo di quel filo della memoria lo tengano in mano gli anziani, testimoni di un?epoca, e che all'altro capo di quel filo sottile ci siano i figli. "Penso ai milioni di altri nonni e nipoti e figli che questo filo dovrebbero tenerlo stretto- ha sottolineato uno degli organizzatori - per non perdere la memoria di quanto accaduto perché la Pace è per noi un valore assoluto?.
E ancora: ?La memoria è per noi un testamento che non abbiamo chiesto, ma che ci lega per sempre a quanti sono morti per la nostra democrazia, al giuramento di libertà e di democrazia che non possiamo non onorare. Per questi motivi, vogliamo diffondere le esperienze, le vite, la storia che troppo spesso rischia di essere cancellata?.
Una linea ideale che, attraverso il tempo, ha saputo unire le esperienze ed i vissuti delle diverse generazioni. L?obiettivo, infatti, è stato lo scambio intergenerazionale permanente, in modo che la memoria e l'esperienza dell'anziano non vengano disperse, ma trasmesse.
Il filmato proiettato in anteprima qualche giorno fa in una gremitissima sala del Forte Sangallo a Nettuno, ha raccolto le testimonianze di dieci anziani del territorio intervistati dal giornalista Claudio Pelagallo e realizzate tra il 2009 e i primi mesi del 2010. Le riprese, il montaggio e le foto sono state curate da Alessandro Cavallin ed Andrea Tamburrini. Il progetto è poi stato coordinato da Paola Fumi e Luana Sibilia.
Presente all?iniziativa l?assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione del comune di Nettuno Giampiero Pedace che ha donato all?associazione "La Tamerice" un bassorilievo del Castel Sangallo in segno di riconoscimento per il lavoro svolto sul territorio.
?Noi vogliamo che si parli e si spieghi - è stato detto alla presentazione del video - preferiamo un'ora di lezione ad un minuto di silenzio, si racconti di quell'Italia fascista i cui governanti scelsero le leggi razziali e l'aiuto ai nazisti nella deportazione degli ebrei, scelsero la guerra, scelsero di mandare a morire centinaia di migliaia di giovani ed altri migliaia di italiani perseguitati, torturati ed uccisi per le loro idee. Vogliamo che si educhino i nostri giovani alla Pace - hanno concluso - a non dimenticare mai, e per non dimenticare bisogna conoscere per filo e per segno e non solo celebrare?.
?Il filo della memoria?, come immaginare che un capo di quel filo della memoria lo tengano in mano gli anziani, testimoni di un?epoca, e che all'altro capo di quel filo sottile ci siano i figli. "Penso ai milioni di altri nonni e nipoti e figli che questo filo dovrebbero tenerlo stretto- ha sottolineato uno degli organizzatori - per non perdere la memoria di quanto accaduto perché la Pace è per noi un valore assoluto?.
E ancora: ?La memoria è per noi un testamento che non abbiamo chiesto, ma che ci lega per sempre a quanti sono morti per la nostra democrazia, al giuramento di libertà e di democrazia che non possiamo non onorare. Per questi motivi, vogliamo diffondere le esperienze, le vite, la storia che troppo spesso rischia di essere cancellata?.


