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DDL INTERCETTAZIONI APPROVATO IN SENATO. ECCO COSA CAMBIEREBBE
DDL INTERCETTAZIONI APPROVATO IN SENATO. ECCO COSA CAMBIEREBBE
DDl che indigna. Schiere di giornalisti in coro in Italia stanno dicendo no ad un disegno di legge che di fatto limita la libertà di stampa impedendo ai cronisti di pubblicare atti relativi a procedimenti giudiziari, riassunti di essi ed intercettazioni. Un errore da non commettere: si rischiano, infatti, fino a quattro anni di carcere se registrano conversazioni "sospette" anche se magari potrebbero essere decisive per un'inchiesta.
Con il nuovo disegno firmato dal Ministro deella Giustizia Angelino Alfano si potrà intercettare solo in presenza di "gravi indizi di reato" (come prevede la legge attuale) ma lo si potrà fare solo su utenze intestate all'indagato o a terzi che però potrebbero essere a conoscenza dei reati su cui si indaga. Le intercettazioni dovranno essere "assolutamente indispensabili" per la prosecuzione delle indagini.
Cambia il discorso per i reati di mafia e terrorismo per cui basteranno i "sufficienti indizi di reato". La richiesta dovrà essere autorizzata dal Tribunale in composizione collegiale. Nella sua valutazione il Tribunale non potrà basarsi su quanto detto da coimputati in procedimenti connessi, nè su testimonianze indirette rese da chi non sa indicare la fonte.
Via il pm che parla. Ci sarà infatti il divieto per il magistrato di rilasciare "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento che lo stesso magistrato sta seguendo. Verrà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d?ufficio. Verrà inoltre impedita la pubblicazione sui giornali di nomi e foto dei magistrati. Pesanti punizioni per chi pubblica atti del procedimento di cui sia vietata la pubblicazione. C'è il rischio d'arresto fino a due mesi o l'ammenda dai 2 a 10 mila euro. In caso di intercettazioni la condanna aumenta: carcere fino a due mesi e l'ammenda da 4 a 20 mila euro. In caso di atti secretati la condanna arriva a sei anni. Il carcere è per i cronisti che, oltre all?arresto fino a due mesi, rischiano il carcere fino a quattro anni se registrano conversazioni senza avvertire l'interessato e fino a sei anni se si rendono complici. Riformulata infine la norma che vieta le inchieste con telecamera nascosta. Si punirà la registrazione solo "qualora se ne faccia un uso illecito".
L?elenco dei reati intercettabili è sempre lo stesso: quelli con pene oltre cinque anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione, l'ingiuria, la minaccia, l'usura, la molestia, il traffico ed il commercio di stupefacenti e armi, l'insider trading, l'aggiotaggio, il contrabbando e la diffusione di materiale pornografico anche relativo a minori.
Il disegno di legge sulle intercettazioni, non si applicherà ai procedimenti in corso per i quali è già stata chiesta l?autorizzazione a intercettare. Per questa fattispecie varranno però i divieti di pubblicare sui giornali stralci o riassunti delle stesse.
Contro il ddl si sono schierate anche le toghe con commenti duri. "Il ddl sulle intercettazioni metterà in ginocchio l'attività di indagine dei pm e della polizia, oltre a limitare la libertà di informazione. Depotenziare questo strumento investigativo significa inevitabilmente garantire l'impunità a chi commette reati" - ha sottolineato il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Luca Palamara. Intanto, la Federazione Nazionale della Stampa ha chiesto ai giornali di andare in edicola listati a lutto. La Fnsi ha annunciato anche che sarà il 9 luglio la "giornata del silenzio per la stampa italiana con lo sciopero generale contro il ddl intercettazioni". Protesta contro il ddl anche la Federazione Italiana Editori Giornali. Il testo licenziato dal Senato, secondo la Fieg, "non realizza l'obiettivo dichiarato di tutelare la privacy, ma ha semplicemente un effetto intimidatorio nei confronti della stampa. Ne sono dimostrazione le pesantissime sanzioni agli editori".
Con il nuovo disegno firmato dal Ministro deella Giustizia Angelino Alfano si potrà intercettare solo in presenza di "gravi indizi di reato" (come prevede la legge attuale) ma lo si potrà fare solo su utenze intestate all'indagato o a terzi che però potrebbero essere a conoscenza dei reati su cui si indaga. Le intercettazioni dovranno essere "assolutamente indispensabili" per la prosecuzione delle indagini.
Cambia il discorso per i reati di mafia e terrorismo per cui basteranno i "sufficienti indizi di reato". La richiesta dovrà essere autorizzata dal Tribunale in composizione collegiale. Nella sua valutazione il Tribunale non potrà basarsi su quanto detto da coimputati in procedimenti connessi, nè su testimonianze indirette rese da chi non sa indicare la fonte.
Via il pm che parla. Ci sarà infatti il divieto per il magistrato di rilasciare "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento che lo stesso magistrato sta seguendo. Verrà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d?ufficio. Verrà inoltre impedita la pubblicazione sui giornali di nomi e foto dei magistrati. Pesanti punizioni per chi pubblica atti del procedimento di cui sia vietata la pubblicazione. C'è il rischio d'arresto fino a due mesi o l'ammenda dai 2 a 10 mila euro. In caso di intercettazioni la condanna aumenta: carcere fino a due mesi e l'ammenda da 4 a 20 mila euro. In caso di atti secretati la condanna arriva a sei anni. Il carcere è per i cronisti che, oltre all?arresto fino a due mesi, rischiano il carcere fino a quattro anni se registrano conversazioni senza avvertire l'interessato e fino a sei anni se si rendono complici. Riformulata infine la norma che vieta le inchieste con telecamera nascosta. Si punirà la registrazione solo "qualora se ne faccia un uso illecito".
L?elenco dei reati intercettabili è sempre lo stesso: quelli con pene oltre cinque anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione, l'ingiuria, la minaccia, l'usura, la molestia, il traffico ed il commercio di stupefacenti e armi, l'insider trading, l'aggiotaggio, il contrabbando e la diffusione di materiale pornografico anche relativo a minori.
Il disegno di legge sulle intercettazioni, non si applicherà ai procedimenti in corso per i quali è già stata chiesta l?autorizzazione a intercettare. Per questa fattispecie varranno però i divieti di pubblicare sui giornali stralci o riassunti delle stesse.
Contro il ddl si sono schierate anche le toghe con commenti duri. "Il ddl sulle intercettazioni metterà in ginocchio l'attività di indagine dei pm e della polizia, oltre a limitare la libertà di informazione. Depotenziare questo strumento investigativo significa inevitabilmente garantire l'impunità a chi commette reati" - ha sottolineato il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Luca Palamara. Intanto, la Federazione Nazionale della Stampa ha chiesto ai giornali di andare in edicola listati a lutto. La Fnsi ha annunciato anche che sarà il 9 luglio la "giornata del silenzio per la stampa italiana con lo sciopero generale contro il ddl intercettazioni". Protesta contro il ddl anche la Federazione Italiana Editori Giornali. Il testo licenziato dal Senato, secondo la Fieg, "non realizza l'obiettivo dichiarato di tutelare la privacy, ma ha semplicemente un effetto intimidatorio nei confronti della stampa. Ne sono dimostrazione le pesantissime sanzioni agli editori".


