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NETTUNO, IL CONSORZIO URBANIA VINCE IL RICORSO AL TAR CONTRO LA POSEIDON. PROCEDURE ILLEGITTIME E PARCHEGGI A PAGAMENTO APPESI AL FILO

NETTUNO, IL CONSORZIO URBANIA VINCE IL RICORSO AL TAR CONTRO LA POSEIDON. PROCEDURE ILLEGITTIME E PARCHEGGI A PAGAMENTO APPESI AL FILO

Parcheggi a pagamento, punto dolente a Nettuno. Proseguono le polemiche, non solo riguardo alla battaglia che AnzioNettuno.info aveva portato avanti schierandosi a favore dei residenti costretti a pagare il parcheggio come i turisti. Stavolta a contrastare il Comune ci si mette anche il Tar.
Ad andare all'attacco il Consorzio Urbania, operatore nella gestione del servizio di sosta a pagamento, che non ha esitato a presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la Poseidon srl, la società partecipata dallo stesso comune nettunese ed incaricata dallo scorso novembre della gestione del servizio delle aree parcheggi comunali. In DataInserimento 10/11/2009, infatti, la Giunta Municipale del comune di Nettuno deliberava di gestire direttamente il servizio di sosta a pagamento per le aree di parcheggio, affidando le attività strumentali di supporto tecnico alla società Poseidon. Una decisione che è scottata sin da subito agli avversari politici e all'altra società dei parcheggi che, vista la sentenza depositata il 1 luglio scorso, ora avrà anche diritto al risarcimento dei danni "subiti e subendi" da parte della ricorrente intesi quali "perdita di chance a partecipare alla procedura in questione".
Consorzio Urbania - si legge nella sentenza - "è un soggetto che opera nel settore, che allega di essere stato affiDataInserimentorio - a seguito di procedure concorsuali ad evidenza pubblica bandite da varie amministrazioni comunali - della gestione di servizi di sosta a pagamento; e che ha comunque l?obiettivo e la possibilità di accedere ad incarichi di tal genere". Una possibilità che non è stata DataInserimento al Consorzio visto il prevalere della Poseidon eletta affiDataInserimentoria "senza procedure ad evidenza pubblica per l?affidamento dei servizi in questione". "Il Consorzio ricorrente lamenta - prosegue la sentenza - incompetenza ed eccesso di potere per sviamento e per violazione del principio del giusto procedimento, deducendo che le determinazioni in ordine alla organizzazione dei servizi pubblici sono di competenza del Consiglio Comunale e non della Giunta Municipale". L?art.42 del Decreto Legislativo n.267 del 2000 devolve infatti al Consiglio Comunale le decisioni relative all'organizzazione e concessione dei pubblici servizi, alla costituzione di istituzioni e/o di aziende speciali, alla partecipazione dell'ente locale a società di capitali ed all?affidamento di attività o servizi mediante convenzioni. "In proposito la giurisprudenza ha già chiarito - si legge - che rientra nella competenza esclusiva del Consiglio Comunale una scelta fondamentale, qual è la partecipazione del Comune a società di capitali destinate a soddisfare fini pubblici, in quanto finalizzate all?esercizio di servizi pubblici locali?.
"Appare pertanto evidente - sottolinea la sentenza - che la decisione di organizzare il servizio di sosta a pagamento costituendo e/o utilizzando una ?società in house? (anziché reperendo nel mercato un concessionario esterno) avrebbe dovuto essere assunta dal competente Consiglio Comunale, restando riservate alla Giunta Municipale esclusivamente le conseguenti decisioni attuative".
La sentenza inoltre chiarisce che nel caso della scelta di una società in house, il Comune avrebbe dovuto dare adeguata pubblicità alla scelta, motivandola in base ad un?analisi del mercato e contestualmente trasmettere una relazione contenente gli esiti della predetta verifica all?Autorità garante della concorrenza e del mercato per l?espressione di un parere preventivo, da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione della predetta relazione. La figura della società in house, infine, si configura come un modello eccezionale, i cui requisiti vanno interpretati con rigore, poichè costituiscono una deroga alle regole generali del diritto comunitario imperniate sul modello della competizione aperta.
Insomma, tutti requisiti che hanno fatto sì che il ricorso venisse accolto dal Tar. Ed ora? Parcheggi appesi ad un filo... forse in attesa di una nuova gara d'appalto.