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NETTUNO, COSCHE CAMPANE E CALABRESI INSEDIATE SUL LITORALE. CINQUE ARRESTI PER TRAFFICO DI STUPEFACENTI

NETTUNO, COSCHE CAMPANE E CALABRESI INSEDIATE SUL LITORALE. CINQUE ARRESTI PER TRAFFICO DI STUPEFACENTI

Un patto tra cosche campane e calabresi da anni insediate sul litorale romano. Questo l'epilogo di un'inchiesta partita nel 2005 nel corso della quale gli investigatori hanno accertato un patto tra le cosche insediatesi sul litorale romano per il traffico di stupefacenti.
Ventitre gli arresti di persone che operavano con estorsioni ad imprenditori locali ed intimidazioni grazie all'appartenenza all'associazione camorristica dei "Longobardi-Beneduce", operante sul territorio di Pozzuoli, Licola, Quarto, ma anche Latina e Nettuno.
Lo spunto per le indagini è arrivato seguendo i movimenti, tramite intercettazioni telefoniche, di un imprenditore vittima di estorsione e vicino a diverse famiglie criminali. Da qui si è arrivati all'indagato G.C., 39enne di Pozzuoli, organico al clan Beneduce-Longobardi, che vantava la sua piena affiliazione ad una piramidale organizzazione malavitosa ed autore di diverse estorsioni in provincia di Latina e, in un caso, anche nel bresciano. Gli arrestati, in gran parte residenti a Pozzuoli e dintorni, hanno costretto, con evidenti minacce, tre imprenditori a versare loro ingenti somme di danaro a titolo estorsivo. Si tratta di due imprenditori di Minturno, titolari di una ditta di costruzioni operante prevalentemente nel territorio pontino, e di un titolare di una ditta di Brescia.
Tra le province di Latina e Roma sono stati invece arrestati in cinque: A.D.P., pugliese residente a Cisterna di Latina, F.B., anch'egli residente a Cisterna., E.Z., 46enne residente ad Aprilia, infine F.L. e R.T. residenti a Nettuno.