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NEL LAZIO FOCI DI FIUMI DA CODICE ROSSO. L'ALLARME DI LEGAMBIENTE
NEL LAZIO FOCI DI FIUMI DA CODICE ROSSO. L'ALLARME DI LEGAMBIENTE
Piangono le acque del Lazio dove più foci sono da codice rosso. Sotto accusa ci sono fiumi e corsi d?acqua minori che continuano a versare in mare un carico eccessivo di batteri. È questa la fotografia scattata dalla Goletta Verde, la campagna estiva di Legambiente, in occasione del suo passaggio nel Lazio. "Accelerare sulla depurazione, dare la caccia agli scarichi illegali, ripensare un progetto unitario per il nostro litorale, sventando inutili scempi? - questi gli obiettivi secondo Legambiente con i suoi biologi al lavoro per le analisi delle acque.
Nel Lazio 14 foci sono gravemente inquinate o inquinate. Le situazioni più critiche alle foci del fosso Astura tra Nettuno e Latina, Cavallo Morto ad Anzio, fosso Portatore (Lt), fosso Biffi (Rm), fiume Tevere (Rm), Rio Vaccina (Rm), fosso Arrone (Rm) e fiume Marta (Vt), tutte ?gravemente inquinate?, ma fa registrare livelli di contaminazione microbiologica oltre i limiti di legge anche la foce del fiume Fiora (Vt), che risulta ?inquinata?. E tutto quel che viene da terra si ritrova in mare. Nulla da stupirsi, dunque, se è risultata gravemente inquinata anche la spiaggia a destra della foce del Rio Santa Croce, a Formia (Lt). Come se non bastasse, a tenere sotto scacco coste e mare laziali c?è anche un significativo fenomeno di abusi e speculazioni edilizie ?vista-mare?. Minacciano i litorali con nuove colate di cemento anche i numerosi progetti per la realizzazione di nuovi e sovradimensionati porti.
La cattiva depurazione è stata poi la causa che ha fatto guadagnare al comune di Ladispoli l?ultima delle ?Bandiere Nere 2009? assegnate da Legambiente nel Lazio. L?amministrazione, infatti, è stata insignita del poco ambito vessillo dei pirati del mare per la ?pessima condizione in cui versa da anni il Fosso Vaccina, fogna a cielo aperto nel bel mezzo della città?. Oltre a Ladispoli la Bandiera Nera anche per la provincia di Latina ed il sindaco di Sabaudia per le aggressioni al lago di Paola; il comune di Anzio e la società Iniziative Portuali per i progetti dei nuovi porti (ad Anzio il primo ed a Fiumicino la seconda); le associazioni dei balneari di Roma per i troppi casi di spiagge inaccessibili registrati sul litorale della Capitale (spiagge inaccessibili al 94,5%).
Ma le aggressioni a mare e coste del Lazio non si fermano a cattiva depurazione e scarichi illegali. Vanno citati anche gli abusi edilizi sul demanio e la pesca di frodo. Presi tutti insieme, gli illeciti compiuti sul mare fanno registrare nel Lazio 2,8 infrazioni per chilometro costa, contro una media nazionale di due illeciti per chilometro di litorale. Dal punto di vista del cemento in spiaggia le zone più critiche sono quelle di Latina, Ardea ed Anzio.
Non solo tasti dolenti, però, per il mare laziale, ma anche note positive: dodici le località inserite nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club, guida che mette sotto le lenti di ingrandimento 300 località balneari e 70 lacustri ?eccellenti?, non solo dal punto di vista della qualità delle acque di balneazione, dei paesaggi e delle spiagge incantevoli, ma soprattutto per il rispetto, la valorizzazione e la tutela dell?ambiente e per l?attuazione di politiche all?insegna della sostenibilità. Riflettori puntati, in particolare, su Ventotene che si è vista assegnare quattro vele. Tre vele a Montalto di Castro, Sperlonga, Gaeta; due vele a Sabaudia, Tarquinia, Ostia, Ponza, San Felice Circeo e Santa Marinella. In quest'ultima località, però, in questi giorni i liquami in mare hanno dato l'allerta mentre aumentano notevolmente i casi di infezione, specie dei bimbi, che hanno fatto il bagno nel mare della cittadina e tra Civitavecchia e Ladispoli. Una vela, infine, sia Nettuno che ad Anzio.
Nel Lazio 14 foci sono gravemente inquinate o inquinate. Le situazioni più critiche alle foci del fosso Astura tra Nettuno e Latina, Cavallo Morto ad Anzio, fosso Portatore (Lt), fosso Biffi (Rm), fiume Tevere (Rm), Rio Vaccina (Rm), fosso Arrone (Rm) e fiume Marta (Vt), tutte ?gravemente inquinate?, ma fa registrare livelli di contaminazione microbiologica oltre i limiti di legge anche la foce del fiume Fiora (Vt), che risulta ?inquinata?. E tutto quel che viene da terra si ritrova in mare. Nulla da stupirsi, dunque, se è risultata gravemente inquinata anche la spiaggia a destra della foce del Rio Santa Croce, a Formia (Lt). Come se non bastasse, a tenere sotto scacco coste e mare laziali c?è anche un significativo fenomeno di abusi e speculazioni edilizie ?vista-mare?. Minacciano i litorali con nuove colate di cemento anche i numerosi progetti per la realizzazione di nuovi e sovradimensionati porti.
La cattiva depurazione è stata poi la causa che ha fatto guadagnare al comune di Ladispoli l?ultima delle ?Bandiere Nere 2009? assegnate da Legambiente nel Lazio. L?amministrazione, infatti, è stata insignita del poco ambito vessillo dei pirati del mare per la ?pessima condizione in cui versa da anni il Fosso Vaccina, fogna a cielo aperto nel bel mezzo della città?. Oltre a Ladispoli la Bandiera Nera anche per la provincia di Latina ed il sindaco di Sabaudia per le aggressioni al lago di Paola; il comune di Anzio e la società Iniziative Portuali per i progetti dei nuovi porti (ad Anzio il primo ed a Fiumicino la seconda); le associazioni dei balneari di Roma per i troppi casi di spiagge inaccessibili registrati sul litorale della Capitale (spiagge inaccessibili al 94,5%).
Ma le aggressioni a mare e coste del Lazio non si fermano a cattiva depurazione e scarichi illegali. Vanno citati anche gli abusi edilizi sul demanio e la pesca di frodo. Presi tutti insieme, gli illeciti compiuti sul mare fanno registrare nel Lazio 2,8 infrazioni per chilometro costa, contro una media nazionale di due illeciti per chilometro di litorale. Dal punto di vista del cemento in spiaggia le zone più critiche sono quelle di Latina, Ardea ed Anzio.
Non solo tasti dolenti, però, per il mare laziale, ma anche note positive: dodici le località inserite nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club, guida che mette sotto le lenti di ingrandimento 300 località balneari e 70 lacustri ?eccellenti?, non solo dal punto di vista della qualità delle acque di balneazione, dei paesaggi e delle spiagge incantevoli, ma soprattutto per il rispetto, la valorizzazione e la tutela dell?ambiente e per l?attuazione di politiche all?insegna della sostenibilità. Riflettori puntati, in particolare, su Ventotene che si è vista assegnare quattro vele. Tre vele a Montalto di Castro, Sperlonga, Gaeta; due vele a Sabaudia, Tarquinia, Ostia, Ponza, San Felice Circeo e Santa Marinella. In quest'ultima località, però, in questi giorni i liquami in mare hanno dato l'allerta mentre aumentano notevolmente i casi di infezione, specie dei bimbi, che hanno fatto il bagno nel mare della cittadina e tra Civitavecchia e Ladispoli. Una vela, infine, sia Nettuno che ad Anzio.


