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SQUILLA LA PRIMA CAMPANELLA E SI TORNA SUI BANCHI DI SCUOLA. STUDENTI EMOZIONATI, PRECARI PREOCCUPATI
SQUILLA LA PRIMA CAMPANELLA E SI TORNA SUI BANCHI DI SCUOLA. STUDENTI EMOZIONATI, PRECARI PREOCCUPATI
Al via la prima campanella. Sveglia scolastica questa mattina per centinaia di bambini e ragazzi che hanno cominciato il loro primo giorno di scuola.
Le lunghe file di auto già alle 8 affollavano le strade di Anzio e Nettuno, proprio il segno che la scuola è ricominciata.
Campanella per le scuole materne, per le elementari e per le classi superiori della regione Lazio che insieme agli studenti di Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise, Piemonte, Umbria, Valle D?Aosta e Veneto, hanno ufficialmente detto addio alle vacanze estive; in totale otto milioni di studenti aggiungendo anche quelli delle altre regioni che entro il 20 settembre inizieranno la scuola.
L'anno scolastico 2010/2011 vedrà impegnati bimbi e ragazzi fino all'11 giugno mentre la scuola dell'infanzia terminerà le attività educative il 30 giugno 2011. Nel calendario la prima pausa arriverà il primo e probabilmente anche il 2 novembre, giorni di commemorazione dei santi e dei defunti. Per una pausa più lunga occorrerà aspettare le festività natalizie: dal 23 dicembre all'8 gennaio 2011. Infine la settimana pasquale, dal 21 aprile al 27 aprile 2011.
L'inizio dell'anno scolastico, oltre all'euforia dei bimbi delle prime classi e alle emozioni degli alunni più grandi, resta segnato dal precariato con ben 220mila precari iscritti in graduatoria, coloro cioè che aspettano l?assegnazione di una cattedra, insegnanti che lavorano - o in attesa di occupazione - con contratti atipici o contratti a tempo determinato in ogni ordine di scuola, elementare, media e superiore.
In Italia oggi ci sono stati flussi di manifestazioni mentre qui l'inizio è stato sereno, almeno apparentemente. Intanto, il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini ha risposto a distanza ai manifestanti: "Per risolvere il problema dei 220 mila precari - ha affermato - l'unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest'anno". Confermata la promessa che nell'arco di otto anni, grazie ai pensionamenti, saranno smaltiti circa 21mila precari l'anno e grazie anche alle nuove immissioni in ruolo sarà possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari ereditati. Secondo il ministro "saranno 150mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70mila persone si tratterà di contratti a tempo determinato. Non ci saranno più spazi aperti a tutti - prosegue la Gelmini - perché questa modalità si è dimostrata non valida: anziché assegnare posti di lavoro si sono assegnati posti di attesa nelle graduatorie". Il ministro ha ammesso che questo provocherà problemi all'ingresso dei giovani: "Programmare il numero - ha detto - significa dare ai giovani non il blocco, ma un numero limitato di posti". I tagli restano, quasi otto miliardi di euro, ed i precari che rimarranno senza posto per quest?anno scolastico saranno 20mila. Intanto sindacati e opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento.
Oggi, sempre per il ministero, è un "giornata storica" che segna l'avvio della riforma attesa da decenni. La scuola italiana cambia. "Viene completamente ridisegnata - sostiene il ministro - la struttura della scuola superiore, all'insegna della chiarezza e della modernità. Maggiore il collegamento tra scuola e lavoro, più attenzione alle materie scientifiche, più inglese e rilancio dell'istruzione tecnica e professionale". Insomma una riforma che pare abbia deciso di puntare sugli studenti e sul loro futuro. Lo speriamo. A tutti gli studenti e agli insegnanti un felice anno scolastico.
(in foto l'ingresso dei bambini nella scuola di via Ambrosini ad Anzio)
Le lunghe file di auto già alle 8 affollavano le strade di Anzio e Nettuno, proprio il segno che la scuola è ricominciata.
Campanella per le scuole materne, per le elementari e per le classi superiori della regione Lazio che insieme agli studenti di Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise, Piemonte, Umbria, Valle D?Aosta e Veneto, hanno ufficialmente detto addio alle vacanze estive; in totale otto milioni di studenti aggiungendo anche quelli delle altre regioni che entro il 20 settembre inizieranno la scuola.
L'anno scolastico 2010/2011 vedrà impegnati bimbi e ragazzi fino all'11 giugno mentre la scuola dell'infanzia terminerà le attività educative il 30 giugno 2011. Nel calendario la prima pausa arriverà il primo e probabilmente anche il 2 novembre, giorni di commemorazione dei santi e dei defunti. Per una pausa più lunga occorrerà aspettare le festività natalizie: dal 23 dicembre all'8 gennaio 2011. Infine la settimana pasquale, dal 21 aprile al 27 aprile 2011.
L'inizio dell'anno scolastico, oltre all'euforia dei bimbi delle prime classi e alle emozioni degli alunni più grandi, resta segnato dal precariato con ben 220mila precari iscritti in graduatoria, coloro cioè che aspettano l?assegnazione di una cattedra, insegnanti che lavorano - o in attesa di occupazione - con contratti atipici o contratti a tempo determinato in ogni ordine di scuola, elementare, media e superiore.
In Italia oggi ci sono stati flussi di manifestazioni mentre qui l'inizio è stato sereno, almeno apparentemente. Intanto, il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini ha risposto a distanza ai manifestanti: "Per risolvere il problema dei 220 mila precari - ha affermato - l'unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest'anno". Confermata la promessa che nell'arco di otto anni, grazie ai pensionamenti, saranno smaltiti circa 21mila precari l'anno e grazie anche alle nuove immissioni in ruolo sarà possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari ereditati. Secondo il ministro "saranno 150mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70mila persone si tratterà di contratti a tempo determinato. Non ci saranno più spazi aperti a tutti - prosegue la Gelmini - perché questa modalità si è dimostrata non valida: anziché assegnare posti di lavoro si sono assegnati posti di attesa nelle graduatorie". Il ministro ha ammesso che questo provocherà problemi all'ingresso dei giovani: "Programmare il numero - ha detto - significa dare ai giovani non il blocco, ma un numero limitato di posti". I tagli restano, quasi otto miliardi di euro, ed i precari che rimarranno senza posto per quest?anno scolastico saranno 20mila. Intanto sindacati e opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento.
Oggi, sempre per il ministero, è un "giornata storica" che segna l'avvio della riforma attesa da decenni. La scuola italiana cambia. "Viene completamente ridisegnata - sostiene il ministro - la struttura della scuola superiore, all'insegna della chiarezza e della modernità. Maggiore il collegamento tra scuola e lavoro, più attenzione alle materie scientifiche, più inglese e rilancio dell'istruzione tecnica e professionale". Insomma una riforma che pare abbia deciso di puntare sugli studenti e sul loro futuro. Lo speriamo. A tutti gli studenti e agli insegnanti un felice anno scolastico.
(in foto l'ingresso dei bambini nella scuola di via Ambrosini ad Anzio)


