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NAVTEY SINGH, L'INDIANO BRUCIATO A NETTUNO, RESTA SENZA SOLDI. UN CONNAZIONALE GLI HA PROSCIUGATO IL CONTO

NAVTEY SINGH, L'INDIANO BRUCIATO A NETTUNO, RESTA SENZA SOLDI. UN CONNAZIONALE GLI HA PROSCIUGATO IL CONTO

Continuano i guai per Navtej Singh Sidhu,l'indiano del Punjab bruciato vivo il 1°febbraio 2009 nella stazione ferroviaria di Nettuno da tre malviventi.
Il comune di Roma, in seguito alla triste vicenda che aveva inquietato tutti, aveva adottato Singh e stanziato dei fondi per autare il povero 35enne indiano; ora però la somma, 10mila euro, è anDataInserimento persa. Sì, perchè ci ha pensato un altro malvivente, un indiano con cittadinanza italiana, a prosciugare il conto di Singh dopo che, durante il lungo periodo di riabilitazione, aveva avvicinato Singh facendogli credere che lo avrebbe aiutato. B.S. - queste le iniziali dell'indiano truffatore - si è accostato a Singh dicendogli che lo avrebbe aiutato in tutto e così fece all'inizio. B.S. pensava agli aspetti burocratici tanto che fece aprire a Singh un conto corrente postale. Navtej si fidava ciecamente di lui: era a letto con le gambe tutte bruciate, senza muscoli. Purtroppo dopo pochi mesi, quando ha ripreso conoscenza, Singh si è accorto che B.S. gli aveva fatto firmare un documento con il quale delegava lui anche a prelevare denaro da suo conto. E di quei 10mila euro del comune di Roma ora restano solo 300 euro. E a correre in aiuto dell'indiano arso vivo ci pensa ora la politica. "Su iniziativa del capogruppo della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei, Giuseppe Rossodivita, tutti i Capigruppo del Consiglio Regionale del Lazio hanno firmato il testo di una lettera aperta alla presidente della Regione Lazio Renata Polverini e del Consiglio Regionale, Mario Abbruzzese, affinché intervengano per aiutare Navtej Singh Sidhu, l'uomo indiano che nel febbraio 2009 fu malmenato e bruciato con la benzina da un gruppo di teppisti e che ha rischiato di rimanere abbandonato a se stesso". Si legge in una nota dell'ufficio stampa dei Radicali.
L'indiano, dopo essere stato bruciato con la benzina, si è salvato miracolosamente grazie all'aiuto dei medici dell'ospedale "Sant'Eugenio" di Roma, ma continua ancora il lungo periodo di riabilitazione, le fisioterapie e le cure. Singh dovrà subire un intervento chirurgico ai talloni dove c'è un'infezione in corso, riesce a malapena a camminare, non può indossare scarpe e non potrà più lavorare e fare sforzi visti i problemi causati dal fuoco alla pelle, ai muscoli, alle gambe, al bacino e al collo. Ora l'indiano, senza casa, solo in Italia e con pochi familiari in India, resta ricoverato ad Anzio, nella clinica "Villa dei Pini", ma il suo futuro è incerto visto il rischio di essere mandato via dalla clinica per mancanza di soldi. Intanto il presidente del consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, si è adoperato affinché venga garantita all'uomo tutta l'assistenza sanitaria di cui ha bisogno mentre si sono avute rassicurazioni dalla clinica dove Singh è ricoverato. E' scongiurato quindi il rischio che Singh venga abbandonato a se stesso.
"Lui non può camminare e non ha una casa e non ha il denaro per pagarsi le spese mediche che diventeranno a suo carico - si legge nella lettera aperta sottoscritta dai capigruppo alla Pisana - Ora vuole denunciare i fatti che gli sono accaduti e chiedere un fattivo sostegno dalle istituzioni che mentre era in fin di vita dichiararono di volerlo aiutare. Non riavrà mai più la forza che aveva prima, non farà più il muratore, non farà l'agricoltore, ma vuole vivere con dignità: rivuole la dignità che gli è stata bruciata due anni fa da tre delinquenti e quella che gli è stata calpestata. Vi chiediamo di intervenire affinché a questa persona non sia negato l'aiuto e il sostegno necessari per tentare di rimettersi in vita in modo autonomo e gli vengano garantite tutte le cure necessarie".