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BOSCO DI FOGLINO: DOPO L'ABBATTIMENTO DELLE BARACCHE LA PROSTITUZIONE CONTINUA. 'A RUOTA LIBERA ONLUS' DENUNCIA IL DEGRADO

BOSCO DI FOGLINO: DOPO L'ABBATTIMENTO DELLE BARACCHE LA PROSTITUZIONE CONTINUA. 'A RUOTA LIBERA ONLUS' DENUNCIA IL DEGRADO





















Abbattute le baracche delle prostitute a Foglino, il degrado e la prostituzione nel bosco di Nettuno restano. L'amara scoperta (neanche troppo sorprendente) è stata fatta dai ragazzi dell'associazione "A Ruota Libera Onlus" impegnati nel progetto "Asinogiocando" volto alla riscoperta della bellezza del bosco di Foglino. Da qui il desiderio di far divenire il bosco un luogo aperto ed accessibile a tutti, di cui godere imparando a rispettarlo e salvaguardarlo.
I ragazzi stanno sviluppando percorsi interni da condividere con l'Università agraria, attraverso cui ospitare gruppi di bambini o di turisti. Ma poi il progetto si è subito scontrato con la realtà dei fatti: a soli 50 metri dal primo ingresso pedonale di via delle Grugnole, poco lontano dal sentiero, ci sono i resti del "lavoro" delle prostitute. A terra infatti c'è disteso un telo che doveva funzionare da materasso, con i resti di una struttura di un gazebo vicino, poi un secondo telo steso poco più in là con vicino un secchio che non lasciava spazio ad interpretazioni visto l'odore che emanava, ed infine la presenza di clinex nuovi pronti per l'uso.
Il degrado nella zona sud del bosco, a pochi giorni dalla notizia dell'abbattimento delle baracche delle prostitute, è un altro segno evidente dell'orrore di quel territorio.
"Noi crediamo fortemente nelle risorse di questo territorio e nelle loro specificità - spiegano dall'associazione - e crediamo che solo vivendole possiamo determinare un cambiamento reale. Come la volta precedente ci siamo armati di buste e guanti per cercare di contribuire alla pulizia di un territorio che è una ricchezza per noi e per il nostro futuro".
Ma i ragazzi di "A Ruota Libera Onlus" non si arrendono di fronte all'amara evidenza dei fatti. "Sappiamo che il lavoro e il tempo ci daranno ragione - sottolineano - così come è stato per la stazione di Anzio, il chiosco di San Rocco e il parcheggio di Torre Astura: tutte situazioni di degrado - concludono - che abbiamo affrontato a partire dalla denuncia, il lavoro e il presidio che hanno contribuito al lavoro pubblico di risanamento e riqualificazione".