AnzioNettuno.info
IL PORTALE TOTALE SU ANZIO E NETTUNO
CERCA NEL SITO
Nessuna Promo attiva. Torna a trovarci!
SPONSOR
NEWS LOCALI
PRESENTATA LA 29a EDIZIONE DELLA MOSTRA AGRICOLA CAMPOVERDE ALL'HOTEL ENEA DI APRILIA
Si è svolta questa mattina la conferenza stampa per la 29esima edizione della Mostr...
IL PICCOLO FLAVIO HA BISOGNO DI AIUTO: DOMENICA BANCHETTO IN PIAZZA BATTISTI A NETTUNO
Flavio è un bambino di 4 anni e soffre di una grave forma di miopatia congenita, con difet...
PRESENTATO IL NUOVO CALENDARIO 2014 DEL FOTOGRAFO NETTUNESE RANIERO
Nel giorno della festa dell’Immacolata, come ormai tradizione, è stato presen...
CATEGORIE
PROSTITUZIONE, BECCATA BANDA CHE RIDUCEVA IN SCHIAVITU' ROMENE E POLACCHE. LE PROSTITUTE ALLOGGIAVANO A NETTUNO, ARDEA E POMEZIA

PROSTITUZIONE, BECCATA BANDA CHE RIDUCEVA IN SCHIAVITU' ROMENE E POLACCHE. LE PROSTITUTE ALLOGGIAVANO A NETTUNO, ARDEA E POMEZIA

Prostituzione, un tema che scotta mentre continuano ad arrivare notizie sul business della zona.
Erano centinaia le ragazze che venivano reclutate in Romania e in Polonia, da Bacau e da Cracovia; le giovani arrivavano nella capitale e ad attenderle all'aeroporto c'erano direttamente i membri della banda criminale. Destinazione del viaggio Pomezia, Ardea e Nettuno dove le ragazze venivano prese e sistemate in appartamenti della zona. Dietro il viaggio non c'era nessuna storia o favola per le ragazze, così come spesso si racconta. Le giovani, infatti, erano tutte consapevoli di arrivare in Italia per prostituirsi, ma, piccolo neo, non immaginavano che sarebbero diventate schiave.
Così è cominciato il calvario di centinaia di ragazze rese schiave dalla banda sgominata dalla squadra mobile di Roma. Le giovani lavoravano in strada a cottimo con un obbligo di guadagno per sopravvivere: almeno 500 euro al giorno se volevano mangiare. Le prostitute dovevano poi inviare un messaggio al cellulare ai "papponi" per segnalare ogni cliente in arrivo e dovevano dare i guadagni ai loro sfruttatori a cui dovevano poi pagare tutto. Per alcune prostitute c'era anche l'affitto di un marciapiedi, zone protette dalla banda: 60 euro al giorno, una somma che arrivava anche a 500 euro in alcune strade-in di Roma.
"Pagavano per l'alloggio, il vitto, la protezione, persino la benzina dell'auto e l'usura delle gomme" - ha sottolineato Vittorio Rizzi, il capo della mobile romana, e a loro non restava quasi nulla. Le ragazze non potevano ribellarsi a causa delle minacce continue e della violenza imposta soprattutto dal "capo" che impediva alle ragazze qualsiasi via d'uscita.