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ARSENICO NELL'ACQUA: ALLARME IN 128 COMUNI. ANZIO E NETTUNO NELLA LISTA NERA

ARSENICO NELL'ACQUA: ALLARME IN 128 COMUNI. ANZIO E NETTUNO NELLA LISTA NERA

Attenzione all'acqua del rubinetto. Probabilmente non potremmo più bere acqua potabile da queste parti, anzi non avremmo dovuto berla già da un pò stando agli ultimi allarmanti dati provenienti direttamente dall'Unione Europea e dal Ministero della Salute.
La Comunità europea bacchetta ancora l'Italia, prima per i rifiuti del napoletano, oggi per l'arsenico nell'acqua, un livello troppo alto che supera i limiti consentiti e dunque a serio rischio salute. 128 i comuni della lista nera dell'arsenico, tra questi in pole position Anzio e Nettuno insieme ad altri 89 comuni della regione Lazio (nelle province di Roma, Latina e Viterbo) più altri della Campania, della Toscana, dell'Umbria, della Lombardia e del Trentino Alto-Adige.
Non più di 20 microgrammi per litro: è questo il limite indicato dalla Comunità europea in merito ai valori di arsenico nelle acque destinate al consumo. Dunque bocciata la deroga richiesta dall'Italia che chiedeva di innalzare a 50 microgrammi per litro la concentrazione di arsenico DataInserimento l'impossibilità di molti comuni di rientrare nei parametri per la sicurezza delle acque potabili, fissati dalla direttiva Ue nel 1998. Per l'Italia i quantitativi sarebbero fuori norma - come ha spiegato nel dossier spedito alla Ue - per cause naturali, originati da stratificazioni geologiche di origine lavica, come nel caso dei Castelli Romani e del Viterbese, visto che l'arsenico ha origini vulcaniche. Ma la giustificazione non basta. Insomma l'Italia è fuorilegge e chiede che la legge sia cambiata. Ma stavolta per il bel Paese la situazione si complica. Per i politici forse si tratta solo di dati, di parametri o di numeri, senza considerare però che il problema è più che serio e a rimetterci la salute ci siamo noi, tutti. I rischi da arsenico sono tanti: cancro, il primo fra tutti. L'arsenico è un elemento chimico, un semimetallo usato in alcune leghe e simile al fosforo, al punto che lo sostituisce parzialmente in alcune reazioni biochimiche, da cui il suo effetto tossico.
"Si prevedeva che non ci fosse alcun parere negativo da parte della Comunità europea - ha detto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio - ed invece valori di 30, 40 e 50 microgrammi per litro determinerebbero rischi sanitari superiori, in particolare talune forme di cancro". Basti pensare che, riguardo all'arsenico, il limite fissato dalla legge è di 10 microgrammi per litro. I 128 comuni italiani sono alle prese con valori di arsenico, fluoruro e borio che non rientrano nei parametri. In definitiva, dunque, non sono possibili deroghe per valori superiori a 20 microgrammi al litro per quanto riguarda l'arsenico, mentre per borio e fluoruro, le deroghe temporanee sono consentite rispettivamente per valori non superiori a 2-3 milligrammi per litro e di 2,5 milligrammi per litro.
Dunque la Commissione europea, con la decisione della commissione dello scorso 28 ottobre sulla deroga richiesta dall'Italia ai sensi della direttiva 98/83 del Consiglio sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, ha dato picche.
Ad Anzio gli utenti residenti interessati e quindi sottoposti al rischio sono 37.500, a Nettuno 43.000. Dagli organi ufficiali arriva anche la notizia che impianti specifici per la depurazione delle acque potrebbero risolvere il problema. Impianti che evidentemente ancora non abbiamo. E la domanda sorge spontanea: cosa paghiamo a fare Acqualatina?