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VERGOGNA PER LE STRADE ITALIANE. LAZIO IN TILT PER LA NEVE, AUTOMOBILISTI SDEGNATI

VERGOGNA PER LE STRADE ITALIANE. LAZIO IN TILT PER LA NEVE, AUTOMOBILISTI SDEGNATI

Al freddo e al gelo, bloccati in strada, lasciati in balìa della neve. Migliaia gli automobilisti reduci dall'inferno della nevicata di ieri, tra disagi, ritardi, blocchi e tutta la vergogna che si sono concentrati sulle strade italiane invase dalla neve.
Il Lazio resta in prima fila tra le regioni con la pessima organizzazione davanti ad un fenomeno atmosferico che ha mandato letteralmente nel pallone strade ed autostrade, nonostante le previsioni avessero annunciato da giorni le nevicate.
Il caos si è scatenato già dal primo pomeriggio quando forti nevicate hanno bloccato migliaia di automobilisti. La neve ad Anzio e Nettuno - fenomeno quasi unico vista l'abbondanza della nevicata al mare - è stato infatti solo un assaggio rispetto all'inferno della capitale e delle strade che conducevano verso Latina e verso Frosinone. Bufere di neve, strade bianche e ricoperte di ghiaccio hanno provocato il caos con centinaia di segnalazioni alle forze dell'ordine e decine di incidenti. Tra gli automobilisti nell'inferno della neve nel Lazio non sono mancati cittadini di Anzio e Nettuno che ieri hanno vissuto momenti tragici. "Per raggiungere Nettuno - racconta un automobilista - ci ho messo esattamente nove ore da Cassino. Siamo rimasti impantanati nella neve e nessuno, nonostante le chiamate, ci è venuto in soccorso. Eravamo in centinaia, senza acqua, senza cibo, qualcuno senza benzina. Fuori la bufera di neve e una temperatura di circa meno otto gradi. E' una vergogna". Qualcuno invece a casa non ci è tornato proprio. "Ho trascorso la notte in strada, a dieci km dal casello di Frosainone - racconta un'altra giovane ancora provata - i soccorsi sono arrivati in netto ritardo, noi siamo rimasti lì per tutta la notte al gelo. Perchè succede questo? Perchè non hanno bloccato subito la strada dopo il casello? In migliaia ci siamo diretti verso Latina e, solo dopo, la polizia ci ha consigliato di non proseguire perchè la strada era impraticabile. Ma perchè non l'hanno chiusa subito e ci hanno fatto arrivare sin lì?".
La vergogna anche ai caselli, tutti in tilt verso il grande raccordo anulare e che, con le sbarre alzate, non permettevano i pagamenti del pedaggio. "Non potevamo che oltrepassare la sbarra anche senza pagare - prosegue un altro automobilista - così al casello il computer elettronico ci ha anche fotografato per l'infrazione. Ora arriverà anche una muta? Oltre il danno anche la beffa. Spero si faccia chiarezza anche su questo punto e la Regione ci venga in aiuto".
"Abbiamo rischiato veramente tanto - conclude un altro giovane - possiamo dire che siamo vivi per miracolo visto che per svariate volte il ghiaccio ci ha fatto andare fuori strada e quasi rischiando l'impatto con dei tir. Non possono succedere queste cose nel Lazio. Gli spazzaneve ed i mezzi spargi sale non c'erano, sono arrivati in netto ritardo, verso le due di notte, quando l'inferno da ore si consumava in strada. Bisogna denunciare questa pessima organizzazione, le previsioni lo avevano annunciato quindi Comuni, Anas, forze dell'ordine e protezione civile avevano il dovere di prevenire tutto questo. Ma non è stato così".