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ANZIO, CASO STEFANO BRUNETTI: RINVIATI A GIUDIZIO I QUATTRO POLIZIOTTI ACCUSATI DELLA SUA MORTE

ANZIO, CASO STEFANO BRUNETTI: RINVIATI A GIUDIZIO I QUATTRO POLIZIOTTI ACCUSATI DELLA SUA MORTE

E' stato chiesto il rinvio a giudizio per i quattro agenti del commissariato di Anzio, con le accuse di omicidio preterintenzionale e falso, per la morte di Stefano Brunetti, il 43enne arrestato per furto e lesioni e morto il giorno dopo - il 9 settembre 2008 - in carcere.
Un caso che si accosta ad altri di cui si è discusso molto, quelli analoghi di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi.
Ad esprimersi su Brunetti, ex tossicodipendente con qualche precedente, è stata la procura di Velletri che è tornata sul caso dell'uomo arrestato l'8 settembre 2008 dopo aver tentato di rubare nel garage di una casa ad Anzio e picchiato con una mazza il proprietario che lo aveva sorpreso. Brunetti aveva poi aggredito gli agenti della volante accorsa sul posto; caricato di peso nell'auto e portato in commissariato, Brunetti continuò a dare in escandescenze tanto che per sedarlo venne chiesto l'intervento della guardia medica. In serata Brunetti fu trasferito in carcere, ma la mattina dopo le sue condizioni apparvero gravi, tanto da consigliare il ricovero nell'ospedale di Velletri. L'uomo morì mentre erano in corso gli accertamenti.
Secondo la la procura Brunetti è morto a causa delle percosse dei quattro agenti nella camera di sicurezza del commissariato, mentre il giudice per le udienze preliminari il prossimo 6 giugno deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio degli agenti.
"È un buon inizio" - hanno detto soddisfatti i legali dei familiari di Brunetti, Carla Serra, Maria Luna e Francesco Romito.
"Ora ci aspettiamo giustizia e che chi ha sbagliato paghi, anche se porta la divisa - afferma Carmela, sorella di Stefano - Mio fratello non era tossicodipendente, era pulito da due anni. Aveva problemi al fegato, ma non è morto per quello, ho visto il suo cadavere e ho detto subito che era stato ucciso, perché era pieno di lividi ed aveva il naso rotto: era stato chiaramente picchiato. Ora vogliamo che sia fatta giustizia - conclude - e che i colpevoli paghino".