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SDEGNO A NETTUNO: SCARCERATO IL ROMENO CHE HA TRAVOLTO E UCCISO MATTIA
SDEGNO A NETTUNO: SCARCERATO IL ROMENO CHE HA TRAVOLTO E UCCISO MATTIA
Libero. La notizia della scarcerazione del romeno ubriaco che domenica scorsa ha travolto ed ucciso il giovane Mattia Veschi arriva come un fulmine che funesta ancor di più la tempesta.
Una notizia choc e che ha stravolto la comunità di Nettuno, gli amici, i parenti, soprattutto i genitori del ragazzino ucciso su una strada killer - via dei Frati - mentre era in bici, a due passi da casa.
Il romeno, ubriaco alla guida della Ford Mondeo priva di assicurazione, era stato arrestato dai carabinieri per guida in stato di ebbrezza, omicidio colposo ed omissione di soccorso; il 35enne, al momento dell'arresto era risultato positivo al test alcolemico, con un tasso alto il doppio del consentito.
Per lui accuse gravi, indiscutibili, provate anche dai numerosi testimoni di via dei Frati che dopo aver assistito all'incidente hanno aiutato gli inquirenti nella ricerca del pirata assassino. Ma a nulla è valso tutto ciò. Il giudice per le indagini preliminari di Velletri ha infatti consentito la scarcerazione per il romeno che avrà l'obbligo di dimora dalle 18 alle 8 del giorno successivo.
A criticare aspramente la notizia choc anche il segretario romano e dirigente della Fiamma Tricolore Destra Sociale, Stefano Tersigni. "È veramente uno schifo - sottolinea - Il romeno che ha travolto Mattia mentre era in bicicletta guidando ubriaco e senza patente ha scontato solo poche ore di carcere. La vita spezzata del giovane di Nettuno per la giustizia italiana non vale niente! Se fossi il padre di Mattia mi farei giustizia da solo, gli sparerei mentre si scola l'ennesima birra. Però in quel caso andrei in carcere a vita. Che schifo". Accuse pesanti che affondano una "giusitizia" - quella italiana - ormai fantasma e su cui nessuno ormai crede più. Nella festa della repubblica la fatiscenza della giustizia italiana si mostra sempre più nella sua pienezza contribuendo a rendere il nostro Paese ridicolo e deriso da molti extracomunitari che arrivano qui anche per delinquere, vista la tolleranza giudiziaria mentre nei loro paesi la realtà è ben altra e la giustizia è vera.
L'ultimo saluto a Mattia ci sarà domani mentre proprio poche ore fa si è saputo che al 13enne era stato assegnato un premio letterario a scuola grazie ad un tema scritto dallo stesso Mattia e dedicato ad un suo compagno scomparso prematuramente. Una sconcertante coincidenza che commuove tutta Nettuno, una città sconvolta da questa morte, dalla precarietà giudiziaria e dalla pericolosità di molte strade - prima fra tutte proprio la dimenticata via dei Frati.
Una notizia choc e che ha stravolto la comunità di Nettuno, gli amici, i parenti, soprattutto i genitori del ragazzino ucciso su una strada killer - via dei Frati - mentre era in bici, a due passi da casa.
Il romeno, ubriaco alla guida della Ford Mondeo priva di assicurazione, era stato arrestato dai carabinieri per guida in stato di ebbrezza, omicidio colposo ed omissione di soccorso; il 35enne, al momento dell'arresto era risultato positivo al test alcolemico, con un tasso alto il doppio del consentito.
Per lui accuse gravi, indiscutibili, provate anche dai numerosi testimoni di via dei Frati che dopo aver assistito all'incidente hanno aiutato gli inquirenti nella ricerca del pirata assassino. Ma a nulla è valso tutto ciò. Il giudice per le indagini preliminari di Velletri ha infatti consentito la scarcerazione per il romeno che avrà l'obbligo di dimora dalle 18 alle 8 del giorno successivo.
A criticare aspramente la notizia choc anche il segretario romano e dirigente della Fiamma Tricolore Destra Sociale, Stefano Tersigni. "È veramente uno schifo - sottolinea - Il romeno che ha travolto Mattia mentre era in bicicletta guidando ubriaco e senza patente ha scontato solo poche ore di carcere. La vita spezzata del giovane di Nettuno per la giustizia italiana non vale niente! Se fossi il padre di Mattia mi farei giustizia da solo, gli sparerei mentre si scola l'ennesima birra. Però in quel caso andrei in carcere a vita. Che schifo". Accuse pesanti che affondano una "giusitizia" - quella italiana - ormai fantasma e su cui nessuno ormai crede più. Nella festa della repubblica la fatiscenza della giustizia italiana si mostra sempre più nella sua pienezza contribuendo a rendere il nostro Paese ridicolo e deriso da molti extracomunitari che arrivano qui anche per delinquere, vista la tolleranza giudiziaria mentre nei loro paesi la realtà è ben altra e la giustizia è vera.
L'ultimo saluto a Mattia ci sarà domani mentre proprio poche ore fa si è saputo che al 13enne era stato assegnato un premio letterario a scuola grazie ad un tema scritto dallo stesso Mattia e dedicato ad un suo compagno scomparso prematuramente. Una sconcertante coincidenza che commuove tutta Nettuno, una città sconvolta da questa morte, dalla precarietà giudiziaria e dalla pericolosità di molte strade - prima fra tutte proprio la dimenticata via dei Frati.


