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NETTUNO, STRAZIO PER L'ULTIMO SALUTO A MATTIA. INTANTO LA GIUSTIZIA FA MEA CULPA: IL ROMENO TORNA IN CARCERE
NETTUNO, STRAZIO PER L'ULTIMO SALUTO A MATTIA. INTANTO LA GIUSTIZIA FA MEA CULPA: IL ROMENO TORNA IN CARCERE
Una cerimonia commovente e straziante quella che ieri, al Santuario di Nostra Signora delle Grazie e Santa Maria Goretti a Nettuno, ha ospitato centinaia di persone tra amici e parenti accorsi per i funerali di Mattia Veschi.
Un dolore immenso per la perdita del 12enne, falciato in bici su via dei Frati da Dan Robert Birca, il 35enne romeno ubriaco. Un ultimo saluto accompagnato dalle lacrime dei compagni di classe di Mattia, ognuno con un palloncino bianco e blu dove compariva la scritta "Mattia ti vogliamo bene".
La cerimonia funebre è stata officiata da Don Walter Giusti che ha regalato parole di conforto a mamma Paola e papà Sergio , due genitori ormai distrutti. "È questo il momento di stare vicini ai genitori di Mattia ? ha esordito Don Walter nella sua omelia ? perché è in situazioni come queste che c'è necessità di aiutare chi è attanagliato dal dolore. br> Intanto la procura della repubblica di Velletri fa dietrofront. Il romeno, 72 ore dopo l'omicidio colposo, era stato scarcerato scatenando la rabbia e lo sdegno di tutta Nettuno e della comunità di Facebook. Ieri anche un sit-in di protesta si era spostato sotto il tribunale di Velletri, un gruppo capitanato da alcuni militanti de La Destra, coordinati da Roberto Buonasorte, segretario di Roma e Provincia. A far rivalutare al Giudice per le indagini preliminari la posizione di Birca è stata "la gravità della sua condotta colposa e l'allarme sociale suscitato dalla scarcerazione". Il tutto mentre in chiesa amici e parenti si preparavano per i funerali di Mattia. Mamma Paola infatti aveva detto, sconvolta dalla notizia della scarcerazione, "mi vergogno di essere italiana".
Per il 35enne romeno quindi, si sono riaperte le porte del carcere di Velletri, in attesa di giudizio. Troppo il clamore suscitato tra amici e parenti della vittima, troppe le reazioni di rabbia e di sdegno per l'assurda decisione del Gip. "All'incontro avuto con il Presidente del Tribunale di Velletri - spiega Buonasorte - era presente anche il Procuratore Capo, e anche quest'ultimo ha ammesso l'incongruità del provvedimento di scarcerazione rispetto alla gravità del reato commesso dal romeno". Un gigantesco errore giudiziario quello commesso dal giudice con la scarcerazione dell'assassino.
In strada e su facebook si continua a chiedere giustizia e rispetto per il dolore dei familiari della vittima, ancora sconvolti dalla tragedia. "Dovremmo farci giustizia da soli" - esclamano ancora i nettunesi.
Intanto fuori e dentro la chiesa erano centinaia i giovani seduti tra le panche della chiesa, ragazzi dai 12 ai 17 anni, a capo chino e con gli occhi lucidi dalle lacrime. Un dolore composto quello dei giovani, spezzato soltanto dal fragore di un applauso sincero al momento della lettura di una lettera di un compagno di scuola di Mattia. "Ricordo i momenti passati insieme, i tuoi sorrisi e le liti con le professoresse, ma anche che rimorchiavi più di me - has critto il ragazzo - Eri speciale. Come non potrò più dimenticare le parole che mi hai detto il giorno prima di morire, quelli che erano i tuoi desideri, che voglio condividere: comprare un profumo a Valentina, la tua fidanzata, superare l'esame, ed aprire un centro di assistenza informatica. E sono sicuro che ce l'avresti fatta. Addio fratello mio".
Intanto sul sagrato della chiesa i sentimenti hanno avuto libero sfogo mentre decine di palloncini bianchi e blu con su scritto il nome di Mattia si levavano in cielo per raggiungere quello che oggi è un altro giovane angelo.
Un dolore immenso per la perdita del 12enne, falciato in bici su via dei Frati da Dan Robert Birca, il 35enne romeno ubriaco. Un ultimo saluto accompagnato dalle lacrime dei compagni di classe di Mattia, ognuno con un palloncino bianco e blu dove compariva la scritta "Mattia ti vogliamo bene".
La cerimonia funebre è stata officiata da Don Walter Giusti che ha regalato parole di conforto a mamma Paola e papà Sergio , due genitori ormai distrutti. "È questo il momento di stare vicini ai genitori di Mattia ? ha esordito Don Walter nella sua omelia ? perché è in situazioni come queste che c'è necessità di aiutare chi è attanagliato dal dolore. br> Intanto la procura della repubblica di Velletri fa dietrofront. Il romeno, 72 ore dopo l'omicidio colposo, era stato scarcerato scatenando la rabbia e lo sdegno di tutta Nettuno e della comunità di Facebook. Ieri anche un sit-in di protesta si era spostato sotto il tribunale di Velletri, un gruppo capitanato da alcuni militanti de La Destra, coordinati da Roberto Buonasorte, segretario di Roma e Provincia. A far rivalutare al Giudice per le indagini preliminari la posizione di Birca è stata "la gravità della sua condotta colposa e l'allarme sociale suscitato dalla scarcerazione". Il tutto mentre in chiesa amici e parenti si preparavano per i funerali di Mattia. Mamma Paola infatti aveva detto, sconvolta dalla notizia della scarcerazione, "mi vergogno di essere italiana".
Per il 35enne romeno quindi, si sono riaperte le porte del carcere di Velletri, in attesa di giudizio. Troppo il clamore suscitato tra amici e parenti della vittima, troppe le reazioni di rabbia e di sdegno per l'assurda decisione del Gip. "All'incontro avuto con il Presidente del Tribunale di Velletri - spiega Buonasorte - era presente anche il Procuratore Capo, e anche quest'ultimo ha ammesso l'incongruità del provvedimento di scarcerazione rispetto alla gravità del reato commesso dal romeno". Un gigantesco errore giudiziario quello commesso dal giudice con la scarcerazione dell'assassino.
In strada e su facebook si continua a chiedere giustizia e rispetto per il dolore dei familiari della vittima, ancora sconvolti dalla tragedia. "Dovremmo farci giustizia da soli" - esclamano ancora i nettunesi.
Intanto fuori e dentro la chiesa erano centinaia i giovani seduti tra le panche della chiesa, ragazzi dai 12 ai 17 anni, a capo chino e con gli occhi lucidi dalle lacrime. Un dolore composto quello dei giovani, spezzato soltanto dal fragore di un applauso sincero al momento della lettura di una lettera di un compagno di scuola di Mattia. "Ricordo i momenti passati insieme, i tuoi sorrisi e le liti con le professoresse, ma anche che rimorchiavi più di me - has critto il ragazzo - Eri speciale. Come non potrò più dimenticare le parole che mi hai detto il giorno prima di morire, quelli che erano i tuoi desideri, che voglio condividere: comprare un profumo a Valentina, la tua fidanzata, superare l'esame, ed aprire un centro di assistenza informatica. E sono sicuro che ce l'avresti fatta. Addio fratello mio".
Intanto sul sagrato della chiesa i sentimenti hanno avuto libero sfogo mentre decine di palloncini bianchi e blu con su scritto il nome di Mattia si levavano in cielo per raggiungere quello che oggi è un altro giovane angelo.


