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REFERENDUM, L'ITALIA IN CORO HA DETTO SI'
REFERENDUM, L'ITALIA IN CORO HA DETTO SI'
Il giorno dopo la chiusura delle urne per il referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento la soddisfazione di gran parte dell'Italia è tanta. Lo dimostrano le percentuali dei votanti in tutta Italia - il 57% degli aventi diritto al voto - con una netta maggioranza del nord, seguito a ruota dal centro e dal sud Italia. Ieri si sono infatti alzate di netto le percentuali visto che di poco sfioravano il 40% nella prima tornata di voto.
Grande soddisfazione ad Anzio e Nettuno per il Comitato Acqua Pubblica che ieri, poco dopo le 16, a chiusura urne e dopo la notizia certa del quorum raggiunto non hanno perso tempo per scendere in strada e festeggiare con bandiere e spumante. Un risultato che era nell'aria visto il passaparola e la comunicazione dei comitati riguardo i quattro quesiti su cui hanno vinto di netto i 'Sì' con percentuali dei consensi tra il 94,7 e il 96,3% dei consensi. In questi mesi le brochure ed i volantini avevano informato, mentre non sono mancate le manifestazioni, prima fra tutte quella in cui i dimostranti si sono sdraiati in massa per le strade del lungomare e della piazza nettunese per sottolineare il pericolo del ritorno nucleare.
Per la campagna referendaria in rete è stata fondamentale la pagina facebook "Acqua Pubblica" con quasi un milione di aderenti e quasi un milione di militanti del web.
Alle 22 di domenica nel Lazio aveva votato più del 42% degli elettori. Un voto massiccio con una percentuale dell'11% alle 12 di ieri, che era salita via via in serata fino al gran finale, 42,9%, una percentuale valida su tutti i quattro quesiti e in perfetta linea con il trend nazionale. Pochi infatti, secondo i dati del Viminale, hanno scelto di ritirare e compilare solo una parte delle schede.
Dai dati della rilevazione del ministero dell'Interno è stata superiore al 40% nei comuni di Nettuno, Anzio, così come in altri comuni come Ardea, Pomezia, Velletri e Lariano.
A votare anche la presidente della Regione Lazio Renata Polverinila quale ha dichiarato di aver votato tre sì e di aver espresso un solo no. Temi scottanti quelli che sono stati affrontati alle urne e che hanno concentrato gli italiani - al di là dell'orientamento politico - su decisioni di tutti. Beni come l'acqua restano pubblici, sono di tutti, il nucleare è un pericolo che nessuno vuole sotto casa mentre anche i ministri hanno gli stessi doveri di normali cittadini durante le udienze penali. L'Italia si è dunque espressa, stavolta davvero unita in un coro che ha detto sì.
Grande soddisfazione ad Anzio e Nettuno per il Comitato Acqua Pubblica che ieri, poco dopo le 16, a chiusura urne e dopo la notizia certa del quorum raggiunto non hanno perso tempo per scendere in strada e festeggiare con bandiere e spumante. Un risultato che era nell'aria visto il passaparola e la comunicazione dei comitati riguardo i quattro quesiti su cui hanno vinto di netto i 'Sì' con percentuali dei consensi tra il 94,7 e il 96,3% dei consensi. In questi mesi le brochure ed i volantini avevano informato, mentre non sono mancate le manifestazioni, prima fra tutte quella in cui i dimostranti si sono sdraiati in massa per le strade del lungomare e della piazza nettunese per sottolineare il pericolo del ritorno nucleare.
Per la campagna referendaria in rete è stata fondamentale la pagina facebook "Acqua Pubblica" con quasi un milione di aderenti e quasi un milione di militanti del web.
Alle 22 di domenica nel Lazio aveva votato più del 42% degli elettori. Un voto massiccio con una percentuale dell'11% alle 12 di ieri, che era salita via via in serata fino al gran finale, 42,9%, una percentuale valida su tutti i quattro quesiti e in perfetta linea con il trend nazionale. Pochi infatti, secondo i dati del Viminale, hanno scelto di ritirare e compilare solo una parte delle schede.
Dai dati della rilevazione del ministero dell'Interno è stata superiore al 40% nei comuni di Nettuno, Anzio, così come in altri comuni come Ardea, Pomezia, Velletri e Lariano.
A votare anche la presidente della Regione Lazio Renata Polverinila quale ha dichiarato di aver votato tre sì e di aver espresso un solo no. Temi scottanti quelli che sono stati affrontati alle urne e che hanno concentrato gli italiani - al di là dell'orientamento politico - su decisioni di tutti. Beni come l'acqua restano pubblici, sono di tutti, il nucleare è un pericolo che nessuno vuole sotto casa mentre anche i ministri hanno gli stessi doveri di normali cittadini durante le udienze penali. L'Italia si è dunque espressa, stavolta davvero unita in un coro che ha detto sì.


